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Osservatorio dei provvedimenti normativi statali d’interesse per la finanza regionale luglio-settembre 2011

di Direzione Risorse Finanziarie della Regione Veneto 
    
Pubblicato nell'edizione n. 4-5 del 2011



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LA MANOVRA DI FINANZA PUBBLICA 2012-2014
 
di Alberto Baffa , Chiara Gaspari, Francesco Lena, Federica Vanin
Funzionari della Direzione Risorse Finanziarie della Giunta Regionale del Veneto
margin-left:0cm;text-align:justify;line-height:150%”>Premessa
Il lavoro intende tracciare un quadro delle principali disposizioni di interesse per la finanza regionale, e per il Veneto in particolare, contenute nei diversi provvedimenti di natura finanziaria approvati dal Governo nella seconda metà del 2011, che definiscono il quadro di finanza pubblica per gli anni 2012-2014. Si tratta di interventi volti a riportare entro il percorso concordato con l’Unione Europea i saldi di bilancio della Pubblica Amministrazione, che hanno scontato le difficoltà date dall’andamento negativo dell’economia e dalle tensioni sui tassi di interesse.


I primi due interventi sono stati effettuati, come ormai è diventata consuetudine negli ultimi anni, durante il periodo estivo. Il decreto legge 98/2011 (cnv L. 111/2011) e il decreto legge 138/2011 (cnv L. 148/2011) hanno introdotto una consistente correzione dell’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche rispetto ai valori tendenziali, pari complessivamente a 2,8 miliardi di euro per il 2011, 28,3 miliardi per il 2012, 54,3 miliardi per il 2013 e 59,8 miliardi per il 2014, perseguendo l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013.


La legge di stabilità 2012 (L. 183/2011) non ha introdotto ulteriori correzioni dei conti pubblici, ma ha dato attuazione alle disposizioni contenute nelle manovre precedenti.

Verso la fine del 2011, l’evoluzione tendenziale negativa dei conti pubblici, dovuta sia alla revisione al ribasso delle prospettive di crescita dell’economia italiana per il periodo 2011-2014, sia all’acuirsi delle tensioni sui mercati finanziari, ha reso necessario adottare un’ulteriore manovra fiscale netta pari all’1,3 per cento circa in rapporto al PIL, per mantenere l’obiettivo del pareggio nel 2013: il decreto legge 201/2011 (cnv L. 214/2011) ha introdotto quindi una correzione del saldo pari a circa 21 miliardi di euro per il triennio 2012-2014.


Notevole è il contributo richiesto dalle manovre agli enti territoriali nel biennio 2012-2013.

Se si tralascia la parte di correzione effettuata con un aumento delle entrate, che è quasi completo appannaggio delle amministrazioni centrali (maggiorazione dell’IVA, introduzione del contributo di solidarietà su redditi e pensioni superiori ai 300.000 euro, gran parte del gettito IMU, aumento delle accise sui carburanti), da Regioni ed Enti locali nel 2012 è atteso circa il 43% della riduzione della spesa, nonostante la loro percentuale di incidenza sulla spesa pubblica sia del 33%.

Numerosi gli impatti sulla disciplina e sui volumi di entrate e spese delle Regioni.


 
 
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