RSS RSS Feed
Categoria↓
Idee e Opinioni
Materia↓
Enti Locali
Federalismo
Regione
Temi dello Statuto

Unità nazionale e autonomia della Regione

di Romano Morra  [*]
Capo di Gabinetto del Comune di Venezia
    
Pubblicato nell'edizione n. 3 del 2011



Download PDF
Nel 150° dell’Unita’ d’Italia una rievocazione dal discorso di insediamento del primo Presidente del Consiglio regionale del 6 luglio 1970
 
 
Abstract:
In occasione dell’approvazione dello Statuto veneto, l’autore riprende l’intervento tenuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Montecitorio il 17 marzo 2011, e il discorso d’insediamento del primo Presidente del Consiglio della Regione Veneto, Vito Mario Orcalli, pronunciato il 6 luglio 1970.
 
“Coniugare l’Unità nazionale con l’autonomia territoriale”.
Giorgio Napolitano richiama l’articolo 5 della Costituzione per dire che mettere insieme questi due principi «è la nostra grande scommessa. È lo Stato nuovo che vogliamo costruire, che abbiamo cominciato a costruire nel 1947 con la Costituzione». «C’è un solo articolo della Costituzione, l’articolo 5, che mette insieme – ha aggiunto Napolitano (intervento del capo dello Stato del 17 marzo 2011 a Montecitorio) – questi due valori. La Repubblica è una e indivisibile, e riconosce e promuove le autonomie». «A noi tocca comporre l’Unità con la diversità», «L’Unità si è sempre declinata con altre parole: autonomia, pluralità, diversità, sussidiarietà» (Argomento così ripreso dal Presidente della Repubblica nella visita dei primi di giugno a Verona).
Queste tematiche di alta democrazia sono il leitmotiv di un risalente documento ufficiale della Regione Veneto, relegato, ormai, alla storiografia di qualche studioso o giovane laureando, nelle biblioteche di Università o istituti di ricerca di storia delle dottrine politiche: il discorso di insediamento del primo Presidente del Consiglio della Regione Veneto, (prof.dr.) Vito Mario Orcalli, pronunciato il 6 luglio 1970, nella sede provvisoria dell’aula consiliare in Cà Corner.
Con uno sguardo rievocativo alla efficienza degli organismi burocratici della Repubblica Serenissima, e con particolare rilievo alla coscienza civica dei veneti, promotori e attori di una situazione storica che ha proiettato fino ai nostri giorni, il Presidente Orcalli rileva “l’immagine e la realtà di un Veneto che si presenta come esempio di consapevolezza politica, di vita civile e sociale, di attaccamento alle proprie istituzioni migliori”.
E prosegue: “Non v’è dubbio che tali fattori siano stati il nucleo attivo nel processo unitario dello Stato Italiano e contemporaneamente in questo sviluppo ed in questa evoluzione storica abbiano trovato incentivazione per la loro maturazione e per il loro ammodernamento. Il contributo offerto dalla Gente Veneta all’unificazione italiana testimonia la capacità di individuare e comprendere sia i problemi generali del Paese sia quelli locali inseriti nell’ambito più vasto della situazione nazionale”.
Appassionato il successivo passaggio riguardante la importanza, la singolarità e la originalità della Riforma Regionale da attuare, che deve “….essere inserita nel contesto unitario del Paese ( ed è questa – la riforma n.d.r.- che noi vogliamo)” e non meno incisivo il richiamo all’animus delle tradizioni dell’elettorato veneto, che, tramite i Consiglieri Regionali avrà i portavoce e difensori , in sede nazionale delle idee, delle proposte e delle richieste del territorio, con ciò delineando il principio di autonomia,non quale momento di separatezza ma “..per rendere nota la propria posizione nel contesto della Comunità nazionale e la conseguente possibilità, offerta al Governo Centrale, di prendere in esame una realtà sicura ed articolata nei suoi aspetti, (che) conducono certamente al compimento del processo unitario del Paese.
Un conclusivo riferimento (per chi era presente, come l’estensore di questo memento, il passo ha coinvolto emotivamente il Presidente Orcalli) , “….a coloro che del Veneto portarono avanti il nome  donando il loro personale contributo alla causa dell’unità italiana e della guerra di liberazione”. “…non solo grandi nomi, martiri od eroi, ma di chi ha condotto, giorno dopo giorno, una sua vita sempre uguale trovando in se stesso la forza di accettare proprio questo ruolo e sentendo crescere dentro di sé certe convinzioni che confrontate e modificate poi nella vita di comunità, formano le grandi idee, creano le nuove situazioni”.
A distanza di quarantuno anni e in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, rievocare queste riflessioni del primo Presidente del Consiglio Regionale non vuol costituire solo un omaggio a Chi con il proprio pensiero ha rappresentato nobilmente con la veneticità l’altrettanto significativo valore dell’Unità d’Italia, ma soprattutto ripercorrerne  l’insegnamento, che è convinzione e certezza, nell’autonomia della Regione, “..quale nuovo modo di intendere e di attuare il rapporto tra Stato centrale ed Enti Locali, tra pubblica amministrazione e cittadini…posizione intermedia di governo, …per offrire l’indirizzo politico ed il coordinamento all’attività dei Comuni, Province, ponendosi come realtà di mediazione fra essi ed il Governo Centrale”.
 
Chi è Romano Morra:
Componente del Comitato Scientifico del “Diritto della Regione”, Romano Morra ne è stato direttore responsabile dal 2000 al 2011. Dal 2010 è Consulente del Sindaco di Venezia come Capo di Gabinetto. Dal 2008 svolge la libera professione di avvocato. È inoltre docente a contratto da dieci anni: dal 1999 al 2004 presso l’Università Cà Foscari e dal 2004 presso l’Università di Padova per l’insegnamento di Diritto Pubblico. È stato docente presso l’Università Cà Foscari nei Master del Diritto del Lavoro (Mobbing) e coordinatore legislazione regionale nel Master Diritto dell’Ambiente (1998-2009); relatore patrocinatore in oltre quaranta contenziosi avanti la Corte Costituzionale su leggi della sanità, lavoro, agricoltura, urbanistica, trasporti. È stato avvocato coordinatore della Avvocatura Regionale nel I° lustro d’istituzione 2001-2006. E ancora, consulente giuridico per l’anno 2007 della Regione Veneto, per la quale ha ricoperto diversi incarichi dirigenziali. Ha svolto inoltre numerosi incarichi organizzativi per diverse province ed enti del Veneto.

Commenti (0) | Scrivi