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Commento alla Legge regionale 19 marzo 2013, n. 2 – “Norme di semplificazione in materia di igiene, medicina del lavoro, sicurezza del lavoro, sanità pubblica e altre disposizioni per il settore sanitario” (BUR 22 marzo 2013, n. 27)

di Luca Rosa Bian 
Funzionario dell’Ufficio Legislativo della Giunta regionale del Veneto
    
Pubblicato nell'edizione n. unico del 2013 pubblicato a marzo 2015



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La legge in questione, di iniziativa giuntale, è composta da tredici articoli.
Essa si pone come obbiettivo quello di semplificare le certificazioni sanitarie e le autorizzazioni in materia di igiene, medicina del lavoro e sanità pubblica riconosciute prive di documentata efficacia per la tutela della salute pubblica.
In tale prospettiva si colloca la legge regionale in commento che cerca di dettare delle misure finalizzate a garantire l’efficienza del Servizio sanitario regionale, eliminando in modo significativo le procedure amministrative, ormai ritenute obsolete, al solo fine di contenere i costi sostenuti dallo stesso Servizio e di ridurre gli obblighi posti a carico degli operatori sanitari e dei cittadini.
L’attenzione del legislatore regionale è stata focalizzata non solo sulle certificazioni, ma anche sulle autorizzazioni e idoneità sanitarie ritenute desuete alla luce dell’evidenza scientifica e dell’efficacia delle prestazioni.
Di particolare interesse è l’articolo 2, comma 1, lettera a) che prevede l’abolizione nel territorio regionale dell’obbligo di presentazione dei certificati di sana e robusta costituzione.
L’abolizione di tale certificato, come quello di idoneità fisica per l’assunzione nel pubblico impiego (articolo 2, comma 1, lettera b)) e di idoneità fisica per assunzione degli insegnanti (articolo 2, comma 1, lettera c)), è giustificata dal fatto che la materia è stata puntualmente disciplinata dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626 (Attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE, 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24/CE, 99/38/CE, 99/92/CE, 2001/45/CE, 2003/10/CE, 2003/18/CE e 2004/40/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro),e, successivamente, dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro), in materia di tutela e sicurezza nei luoghi di lavoro.
La tutela della salute dei lavoratori è attualmente garantita dalle norme che disciplinano la sorveglianza sanitaria e le attribuzioni del medico competente come già affermato dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 162 del 2004.
Di non poco rilievo è l’articolo 2, comma 1, lettera d) che prevede l’abolizione nel territorio regionale dell’obbligo di presentazione del certificato per la vendita di generi di monopolio, anch’essa giustificata dalla Corte costituzionale con sentenza n. 162 del 2004. Secondo la Corte, tale certificato non ha una sicura base legislativa poiché l’articolo 6 della legge 22 dicembre 1957, n. 1293 (Organizzazione dei servizi di distribuzione e vendita dei generi di monopolio), non richiede espressamente il rilascio di un certificato, ma prevede semplicemente che il gestore dei magazzini di vendita debba essere immune da malattie infettive e contagiose. Inoltre, si ritiene che la norma non sia più così attuale poiché i generi di monopolio, ora, sono venduti confezionati non più sfusi.
Significativo appare l’articolo 2, comma 1, lettera e) relativamente all’abolizione sul territorio regionale dell’obbligo di presentazione del certificato per l’abilitazione alla conduzione di generatori di vapore di cui al decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale di concerto con il Ministro per l’industria, il commercio e l’artigianato 1° marzo 1974 (Norme per l’abilitazione alla conduzione di generatori di vapore). Tale abolizione è giustificata dall’attuale normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (decreto legislativo n. 81/2008). In particolare, l’articolo 41 dispone che nei casi in cui sussiste l’obbligo della sorveglianza sanitaria il medico competente può effettuare anche la visita medica preventiva in fase preassuntiva. Pertanto, la certificazione rilasciata dal medico competente sostituisce la certificazione sanitaria richiesta dalla precedente normativa ([1]).
Così anche per l’articolo 2, comma 1, lettera f) nel quale è prevista l’abolizione del certificato sanitario per l’impiego dei gas tossici di cui al regio decreto 9 gennaio 1927, n. 147 (Regolamento speciale per l’impiego dei gas tossici); l’articolo 2, comma 1, lettera g), che prevede l’abolizione del certificato di idoneità psicofisica per la frequenza di istituti professionali o corsi di formazione professionale; l’articolo 2, comma 1, lettera i) che dispone l’abolizione del certificato di idoneità all’esercizio dell’attività di autoriparazione di cui all’articolo 7, comma 1, lettera c) della legge 5 febbraio 1992, n. 122 (Disposizioni in materia di sicurezza della circolazione stradale e disciplina dell’attività di autoriparazione) e per l’abolizione, prevista dell’articolo 2, comma 1, lettera j) del certificato di idoneità a svolgere la mansione di fochino di cui all’articolo 27 del decreto del Presidente della Repubblica 19 marzo 1956, n. 302 (Norme di prevenzione degli infortuni sul lavoro integrative di quelle generali emanate con decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547).
L’attuale normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (decreto legislativo n. 81/2008) giustifica anche l’abolizione di cui all’articolo 2, comma 1, lettera l) del certificato di idoneità alla conduzione di impianti di risalita previsto all’articolo 8, numero 5), del decreto del Ministro dei trasporti 5 giugno 1985 (Disposizioni per i direttori ed i responsabili dell’esercizio e relativi sostituti e per gli assistenti tecnici preposti ai servizi di pubblico trasporto effettuati mediante impianti funicolari aerei o terrestri) e all’articolo 32, comma 3, del decreto ministeriale 4 agosto 1998, n. 400 (Regolamento generale recante norme per le funicolari aeree e terrestri in servizio pubblico destinate al trasporto di persone) e così anche l’abolizione del certificato per ottenere sovvenzioni contro cessione del quinto della retribuzione disciplinato dall’articolo 3, lettera f) della legge 19 ottobre 1956, n. 1224 (Sovvenzioni, contro cessione del quinto della retribuzione, a favore degli iscritti agli istituti di previdenza presso il Ministero del Tesoro), prevista dall’articolo 2, comma 1, lettera n).
Inoltre, la normativa regionale in commento dispone pure l’abolizione del libretto di idoneità sanitaria per l’attività di barbieri, parrucchieri ed estetisti, di cui all’articolo 2, comma 1, lettera h) giustificata dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 162 del 2004, in quanto trattasi di documento richiesto da alcuni regolamenti comunali senza che alcuna norma statale o regionale vigente in materia lo preveda ([2]).
L’abolizione dal certificato di idoneità per i lavoratori extracomunitari dello spettacolo ([3]) di cui all’articolo 2, comma 1, lettera m) è giustificata dall’evoluzione normativa avvenuta in tale settore. Infatti, la circolare del Ministro del lavoro e della previdenza sociale del 13 dicembre 2006, n. 34/2006 (Procedure e mobilità di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato per cittadini extracomunitari dello spettacolo) non prevede tale certificazione tra la documentazione necessaria al rilascio del nulla osta al lavoro subordinato nello spettacolo per cittadini extracomunitari.
Di non poco conto è l’articolo 3 che prevede l’abolizione nel territorio regionale dell’obbligo della presenza del medico scolastico e della tenuta dei registri di medicina scolastica e di periodiche disinfestazioni. Tutto ciò è giustificato dai compiti assegnati al pediatra di libera scelta dall’articolo 29 del decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n. 272 (Regolamento di esecuzione dell’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti pediatri di libera scelta). L’articolo 29, comma 1, lettere e) ed f) del sopra citato d.P.R. attribuiscono al pediatra di libera scelta: a) la possibilità di redigere le certificazioni necessarie ai fini della ammissione e della riammissione agli asili nido, alla scuola materna, alla scuola dell’obbligo e alle scuole secondarie superiori nonché quelle necessarie ai fini dell’astensione dal lavoro del genitore a seguito di malattia del bambino (articolo 29, comma 1, lettere e)); b) la tenuta nonché l’aggiornamento di una scheda sanitaria pediatrica individuale ad uso esclusivo del pediatra, quale strumento tecnico professionale che, oltre a migliorare la continuità assistenziale, consenta al pediatra di seguire la regolare crescita del bambino e di collaborare con l’Azienda ad eventuali indagini epidemiologiche e ricerche statistiche riguardanti la prima infanzia e l’età evolutiva (articolo 29, comma 1, lettere f)). Inoltre, l’abolizione dell’obbligo di periodiche disinfestazioni degli ambienti scolastici è giustificata dalla dimostrata inutilità scientifica nella prevenzione del contagio e dal negativo impatto che tali pratiche hanno sulle resistenze degli agenti patogeni.
Un punto particolarmente qualificante dell’azione regionale è il comma 2 dell’articolo 3 che attribuisce, al medico di medicina generale o pediatra di libera scelta, la competenza a rilasciare il certificato di esonero dalle lezioni di educazione fisica di cui all’articolo 303 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 (Approvazione del testo unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado) ed il certificato sanitario per l’ammissione ai soggiorni di vacanza per i minori di cui alle circolari del Ministero della sanità 24 giugno 1992, n. 25 e 20 aprile 2000, n. 6 (Soggiorni di vacanza per minori: misure sanitarie per l’ammissione).
L’articolo 303 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 attribuisce il rilascio della certificazione in questione alla “competente unità sanitaria locale”, senza specificare il medico di riferimento. Pertanto, l’attribuzione al medico di medicina generale o pediatra di libera scelta dell’onere di rilasciare il certificato di esonero dalle lezioni di educazione fisica ed il certificato sanitario per l’ammissione ai soggiorni di vacanza per i minori è una forma di semplificazione amministrativa che permette l’individuazione del sanitario competente e l’ottimizzazione della relativa spesa.
Sempre con riferimento all’articolo 3, comma 2, il legislatore regionale ha voluto attribuire al medico di medicina generale o pediatra di libera scelta l’onere di rilasciare il certificato di riammissione scolastica oltre i 5 giorni di assenza. Ciò si giustifica con le attribuzioni che il legislatore statale ha assegnato al pediatra di libera scelta attraverso l’articolo 29, comma 1, lettera e) del decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n. 272 (Regolamento di esecuzione dell’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti pediatri di libera scelta) ([4]).
Anche questa forma di semplificazione amministrativa permette di individuare il sanitario competente e di ottimizzare la relativa spesa.
L’attribuzione al medico di medicina generale dell’onere di rilasciare il certificato di idoneità psicofisica per l’iscrizione nell’elenco prefettizio del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e spettacolo ([5]), di cui all’articolo 4 della normativa in commento, è giustificata dalla circolare del Ministero dell’Interno nr. 557/PAS.12089.10089D(1)SIC(2) del 17 novembre 2010.
Con tale provvedimento si osserva che il comma 4, lettera b) del d.m. 6 ottobre 2010, nell’elencare i requisiti necessari all’iscrizione “chiarisce che il possesso degli stessi deve essere attestato da “certificazione medica delle autorità sanitarie pubbliche”. Ciò nondimeno, considerato che alcune Regioni hanno, con proprie deliberazioni, stabilito che l’onere di redigere dette certificazioni spetta ai medici di base o ai medici competenti ai sensi del D.Lg.vo 81/08, in presenza di specifiche determinazioni regionali in tal senso – tenuto conto della peculiare competenza delle Regioni in materia di sanità – ai fini dell’iscrizione all’elenco prefettizio debbono ritenersi valide le attestazioni redatte dai citati medici”.
L’articolo 6 prevede l’abolizione dell’obbligo di certificazione dei requisiti igienico-sanitari dei locali per il commercio di alimenti surgelati di cui all’articolo 3 della legge 27 gennaio 1968, n. 32 (Norme per la vendita al pubblico degli alimenti surgelati) e al decreto del Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato 15 giugno 1971 (Requisiti igienico-sanitari dei locali nei quali si effettua la vendita degli alimenti surgelati). L’abolizione è giustificata dall’articolo 5 del decreto del ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato del 25 settembre 1995, n. 493 (Regolamento di attuazione delle direttive n. 92/1/CEE, relativa al controllo delle temperature degli alimenti surgelati, e n. 92/2/CEE, relativa alle modalità di campionamento e al metodo di analisi per il controllo delle temperature), il quale ha abrogato il decreto del ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato del 15 giugno 1971 (Requisiti igienico-sanitari dei locali nei quali si effettua la vendita degli alimenti surgelati). Con ciò il legislatore nazionale, dando attuazione alla normativa comunitaria, ha ritenuto necessario pretendere determinati requisiti igienico sanitari per i mezzi di trasporto e le apparecchiature frigorifere contenenti alimenti surgelati anziché per i locali di vendita degli stessi. A quest’ultimi si continuerà ad applicare il c.d. pacchetto igiene (Regolamenti CE n. 852, 853, 854 e 882/2004).
L’articolo 7 prevede che il certificato di idoneità fisica al servizio civile volontario venga rilasciato dal medico di medicina generale, nel far ciò modifica all’articolo 7 della legge regionale 18 novembre 2005, n. 18 (Istituzione del servizio civile regionale volontario). L’attribuzione di questa competenza al medico di medicina generale è volta ad individuare con maggior precisione il sanitario competente al rilascio del certificato.
L’articolo 8 modifica l’articolo 11 della legge regionale 19 agosto 1996, n. 23, disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati, prevedendo che anche i micologi in possesso dell’attestato ai sensi del decreto del Ministero della sanità 29 novembre 1996, n. 686 ed iscritti nell’apposito registro nazionale possano rilasciare la certificazione di avvenuto riconoscimento e di accertata commestibilità dei funghi epigei freschi e conservati, attualmente di esclusiva competenza delle aziende sanitarie. Si tratta di una forma di semplificazione amministrativa che permette di ottimizzare la relativa spesa favorendo un migliore reimpiego delle risorse finanziare a disposizione delle aziende sanitarie.
L’articolo 9 dispone che i certificati di cui alla legge in commento siano rilasciati solo ai soggetti tenuti alla loro presentazione in altre regioni.
Infine, gli articoli 10 e 12 riguardano rispettivamente la durata dei contratti dei direttori generali delle aziende unità locali socio sanitarie (U.L.S.S.) e il riconoscimento della sensibilità chimica multipla quale patologia rara.
 


([1]) (v. Lettera Circolare 22 gennaio 2010 n. 25/III/0001401 (Rilascio di certificazioni sanitarie rilasciate da organi del servizio sanitario nazionale).
Si ricorda, inoltre, che la pronuncia della Corte Costituzionale n. 417 del 2006 dà atto che secondo il Governo, i motivi di censura avverso detto certificato, sollevati dallo stesso, in sede di impugnativa della legge Regione Friuli-Venezia Giulia n. 21 del 2005, “(….) possono ritenersi superati dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 162 del 2004”.
 

([2]) Legge 14 febbraio 1963, n. 161 (Disciplina dell’attività di barbiere, parrucchiere ed affini) come modificata dalla legge 17 agosto 2005, n. 174 (Disciplina dell’attività di acconciatore) e legge regionale 22 ottobre 2009, n. 28 (Disciplina dell’attività di acconciatore).

([3]) Disciplinato: 1) all’articolo 14, comma 2, della legge 30 dicembre 1986, n. 943 (Norme in materia di collocamento e di trattamento dei lavoratori extracomunitari immigrati e contro le immigrazioni clandestine); 2) alla circolare del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 4 agosto 1988, n. 81; 3) alla circolare del Ministro del lavoro e della previdenza sociale 1 dicembre 1999, n. 80; 4) alla circolare del Ministero del lavoro e della previdenza sociale 21 luglio 2000).

([4]) “L'attività del pediatra di famiglia viene espletata durante l'arco temporale …, e comprende i seguenti compiti …: e) le certificazioni ai fini della ammissione e della riammissione agli asili nido e della riammissione alla scuola materna, alla scuola dell'obbligo e alle scuole secondarie superiori, e ai fini dell'astensione dal lavoro del genitore a seguito di malattia del bambino”.

([5]) Decreto ministeriale 6 ottobre 2009 (Determinazione dei requisiti per l’iscrizione nell’elenco prefettizio del personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblichi esercizi, le modalità per la selezione e la formazione del personale, gli ambiti applicativi e il relativo impiego, di cui ai commi da 7 a 13 dell’articolo 3 della legge 15 luglio 2009, n. 94).


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