Venerdì 24 Novembre 2017
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Amministrazione
Diritto Penale
Giurisprudenza Penale
Il decalogo del buon amministratore

In questo saggio, il Procuratore della Repubblica di Venezia Luigi Delpino presenta un nuovo aggiornamento delle decisioni della Cassazione Penale in materia di Pubblica Amministrazione. SOMMARIO Premessa: i poteri del Sindaco per fronteggiare l’inquinamento acustico – a) Abuso d’ufficio (art. 323 codice penale) – b) Omissione o rifiuto di atti d’ufficio (art. 328 codice penale) – c) Responsabilità per omesso impedimento di eventi (art. 40, 2° comma codice penale) – d) Altre responsabilità penali del Sindaco – e) Responsabilità penali di altri amministratori pubblici

di Luigi Delpino
Procuratore Presso Il Tribunale Ordinario Di Venezia

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Europa
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Le novità introdotte dalla legge regionale 25 novembre 2011, n. 26 “Norme sulla partecipazione della Regione del Veneto al processo normativo e all’attuazione del diritto e delle politiche dell’Unione europea”

Dopo la riforma del Titolo V della parte II della Costituzione e la firma del Trattato di Lisbona, molte regioni si sono dotate di nuove leggi che regolano le modalità di partecipazione agli affari europei. Anche il Veneto ha provveduto a ridisciplinare la materia con la Legge regionale 26/2011. Dalla lettura della nuova legge emerge il rafforzamento della posizione del Consiglio regionale, al quale spettano, fra l’altro, la verifica del rispetto del principio di sussidiarietà nei progetti di atti legislativi dell’Unione europea, l’approvazione della legge europea annuale e l’esame di altri documenti nel corso di un’apposita sessione che si svolge con cadenza annuale. SOMMARIO 1. Il contesto normativo statale - 2. L’iter e i contenuti della l.r. n. 26/2011 - 3. Il quadro normativo nelle altre regioni - 4. Osservazioni conclusive

di Carla Combi
Responsabile Della Posizione Organizzativa Di Staff 1 Del Primo Servizio Assistenza Legislativa Alle Commissioni Consiliari Della Regione Del Veneto

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Amministrazione
Enti Locali
Regione
Il punto sullo spoils system regionale. L’evoluzione della giurisprudenza costituzionale e i recenti interventi legislativi

La questione dello spoils system riguarda le modalità di nomina e revoca della dirigenza pubblica in relazione ai cambiamenti degli organi di governo: un argomento assai interessante e controverso, in quanto incide sia su aspetti relativi alla concezione in ambito costituzionale del ruolo della pubblica amministrazione e dei suoi funzionari, sia al rapporto e alle modalità di interazione tra organi politici e burocratici nello svolgimento della funzione amministrativa. Il meccanismo, nato in ambito statale, ha investito nel corso degli anni anche le Regioni e gli Enti Locali, ed è stato oggetto di svariate pronunce della Corte Costituzionale, la quale è apparsa dapprima maggiormente ‘aperta’ a ipotesi ampie di spoils system, per poi tendere ad un’interpretazione più limitativa e prudente. Parallelamente allo sviluppo della giurisprudenza costituzionale si sono registrati interventi legislativi, talora inseriti in provvedimenti di rivisitazione complessiva delle modalità di conferimento e revoca degli incarichi dirigenziali, come la c.d. “riforma Brunetta”, in altri casi connessi principalmente a finalità di contenimento della spesa pubblica, quali le manovre correttive degli ultimi due anni. SOMMARIO Premessa – 1. Esempi di spoils system nella legislazione regionale – 2. La prima fase della giurisprudenza costituzionale. La definizione ampia dell’area fiduciaria sottoposta a spoils system – 3. La seconda fase della giurisprudenza costituzionale e la limitazione delle ipotesi di spoils system – 4. La censura dello spoils system oneroso – 5. I canoni di legittimità dello spoils system – 6. Le modifiche introdotte dalla “riforma Brunetta” – 7. Il ripensamento contenuto nelle manovre correttive

di Stefano Rocchi
Funzionario Della Direzione Risorse Umane Della Giunta Regionale Del Veneto

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Amministrazione
Enti Locali
Legislazione
Regione
Ampliamento del nucleo familiare nell’edilizia residenziale pubblica e successione della legge regionale nel tempo

La tematica che si affronta riguarda il profilo degli effetti temporali dell’art. 13, 3° comma, lett. e) della Legge regionale veneta del 2 aprile 1996 n. 10 (“Disciplina per l’assegnazione e la fissazione dei canoni di edilizia residenziale pubblica”)

di Giovanni Dalla Pria
Dirigente Dell’Ufficio Del Difensore Civico Regionale Del Veneto

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Amministrazione
Enti Locali
Legislazione
Regione
L’impatto del federalismo demaniale sull’ordinamento regionale

La riforma del Titolo V della Costituzione (legge costituzionale n. 3/2001) ha introdotto alcune rilevanti novità sulla disciplina dei beni pubblici, in esito ad un complessivo rimaneggiamento sia degli ambiti di autonomia legislativa delle Regioni che del riparto delle funzioni amministrative fra i vari livelli di governo. In tema di patrimonio pubblico il legislatore statale è di recente intervenuto, per dare attuazione al federalismo fiscale, con il Decr. Lgsl. 28 maggio 2010, n. 85 "Attribuzione a comuni, province, città metropolitane e regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell'articolo 19 della legge 5 maggio 2009 n. 42” (c.d. Federalismo demaniale), che contiene i principi guida per realizzare ampi trasferimenti a titolo non oneroso di beni statali a Comuni, Province, Città Metropolitane e Regioni. Il passaggio della titolarità dei beni demaniali alla Regione sarà l'occasione per rivisitare gli assetti delle funzioni già esercitate dalla Regione ed eventualmente per disciplinare quelle di nuova acquisizione. Questo saggio vuole approfondire la questione del riparto di competenze Stato-Regioni in materia di disciplina dei beni pubblici, alla luce del nuovo quadro costituzionale e tenuto conto dell’impatto che potrebbe derivare alla Regione dall'acquisizione della titolarità dei beni demaniali, in particolare dei beni appartenenti al demanio marittimo. SOMMARIO 1. Premessa - 2. Il riparto di competenze Stato-Regioni in materia di beni pubblici; 3. Il d.lgs. n. 85/2010 sul “Federalismo demaniale” - 4. segue: la sua difficile attuazione - 5. La disciplina del demanio marittimo “regionale” - 6. Conclusioni

di Marta Mattiuzzi E Federica Mondadori
Funzionari Della Direzione Riforme Istituzionali E Processi Di Delega Della Regione Del Veneto

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Europa
Giurisprudenza Costituzionale
Regione
Nuove opportunità per le Regioni nella definizione della politica spaziale europea

Le Regioni si sono progressivamente inserite nel processo normativo dell’UE già a partire da Maastricht. In tale contesto, la riforma del titolo V della Costituzione ha poi riconosciuto la competenza concorrente delle Regioni in materia di rapporti internazionali e con l’Unione Europea. Il Trattato di Lisbona ha nuovamente enfatizzato il ruolo delle realtà regionali, e nel novero delle innovazioni introdotte vi è la competenza concorrente dell’UE in materia spaziale. Il presente studio affronta questa nuova competenza dell’UE, in cui anche le Regioni possono assumere un ruolo attivo ai fini della formazione della politica e della normativa in materia. Un recente progetto di parere del Comitato delle Regioni relativo alla Comunicazione della Commissione “Strategia spaziale dell’Unione Europea al servizio dei cittadini” mostra come sia già effettiva la partecipazione delle Regioni italiane, tra cui anche il Veneto. Nell’articolo si spiega inoltre in che modo le nuove procedure di partecipazione contenute nella L. regionale 26/2011 – “Norme sulla partecipazione della Regione del Veneto al processo normativo e all’attuazione del diritto e delle politiche dell’Unione Europea” – potranno rendere più incisiva la partecipazione della Regione nei rapporti con l’UE e quindi anche nella definizione della strategia spaziale all’interno del quadro normativo e giuridico. SOMMARIO Premessa – 1. Il Trattato di Lisbona come base giuridica per lo sviluppo della politica spaziale europea – 1.2. L’incidenza della nuova competenza dell’UE nella partecipazione delle Regioni alla fase ascendente – 2. Lo stato dell’arte della Regione del Veneto in materia di partecipazione alla formazione della normativa e della programmazione dell’UE – 2.1 Il contributo del Veneto a programmi dell’UE in materia spaziale – Considerazioni Conclusive

di Vanessa Passoni
Membro Dello European Center For Space Law

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