Venerdì 24 Novembre 2017
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Temi dello Statuto
“Approvato lo Statuto del Veneto. Una svolta epocale”

Dopo 40 anni il Veneto si è dato, finalmente, una sua nuova Carta fondamentale dei diritti e dei doveri. Il Consiglio regionale, con saggezza e lungimiranza, ha scritto un testo importante dal punto di vista giuridico, ma ancor più decisivo nella relazione che da oggi in poi intercorrerà tra i cittadini e le loro istituzioni. Mi sembra che i punti fondamentali su cui assieme si è lavorato siano tre: un assetto federale e sussidiario delle istituzioni sul territorio; una forte diminuzione dei privilegi che, negli anni, si erano depositati sui nostri Palazzi; una congiunzione netta tra federalismo fiscale e parità nella relazione tra fisco e cittadini. Dunque, istituzioni più vicine alla gente, significano, così dice il nostro Statuto, tagli agli apparati di potere, ma anche un cittadino che ha diritto a uno stato non più borbonico ma, finalmente, al servizio di ciascuno di noi.

di Luca Zaia
Presidente Della Regione Del Veneto

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Saggi
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Europa
Ezio Perillo, giudice al tribunale della funzione pubblica dell’Unione Europea, ricorda il grande civilista patavino Trabucchi

Abbiamo chiesto a Ezio Perillo, nominato di recente dal Consiglio dell'Unione europea giudice al Tribunale della funzione pubblica dell'Ue (primo italiano a ricoprire questa carica), un suo contributo per la rivista Il Diritto della Regione. Il giudice ci ha inviato un intervento che riprende in larga parte il suo contributo al Convegno "La formazione del diritto europeo. Giornata di studio per Alberto Trabucchi nel centenario della nascita". Ci ha autorizzato a pubblicarla, e di questo lo ringraziamo. L'intervento è incentrato attorno alla figura del padovano Alberto Trabucchi, "maestro di diritto civile" come lo definisce Perillo, il cui intento in questo saggio è di mettere in luce lo straordinario, seppure ancora poco evidenziato, profilo di "europeista" del Professor Trabucchi: "‘europeista’ soprattutto nelle opere, nel senso cioè che egli è stato uno degli artefici - forse il più determinante - del processo di costruzione dell'attuale ordinamento giuridico comunitario."

di Ezio Perillo
Giudice Al Tribunale Della Funzione Pubblica Dell’Unione Europea

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Editoriali
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Il discorso di Benedetto XVI al Bundestag 22 settembre 2011

Abbiamo inserito il discorso di Benedetto XVI al Bundestag tedesco del 22 settembre 2011 poiché molti esperti lo hanno definito una pietra miliare nella riflessione sul rapporto tra Stato e Diritto. È per me un onore e una gioia parlare davanti a questa Camera alta – davanti al Parlamento della mia Patria tedesca, che si riunisce qui come rappresentanza del popolo, eletta democraticamente, per lavorare per il bene della Repubblica Federale della Germania. Vorrei ringraziare il Signor Presidente del Bundestag per il suo invito a tenere questo discorso, così come per le gentili parole di benvenuto e di apprezzamento con cui mi ha accolto. In questa ora mi rivolgo a Voi, stimati Signori e Signore – certamente anche come connazionale che si sa legato per tutta la vita alle sue origini e segue con partecipazione le vicende della Patria tedesca. Ma l’invito a tenere questo discorso è rivolto a me in quanto Papa, in quanto Vescovo di Roma, che porta la suprema responsabilità per la cristianità cattolica. Con ciò Voi riconoscete il ruolo che spetta alla Santa Sede quale partner all’interno della Comunità dei Popoli e degli Stati. In base a questa mia responsabilità internazionale vorrei proporvi alcune considerazioni sui fondamenti dello Stato liberale di diritto.

di Benedetto XVI
Vescovo Di Roma E Pontefice

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Idee e Opinioni
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Benedetto XVI, la giustizia e la democrazia

Commento al discorso del Papa al Bundestag del 22 settembre 2011. “Togli il diritto – e allora che cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?” Questa celebre frase di sant’Agostino viene rilanciata da Benedetto XVI nel suo recente discorso al Parlamento tedesco, per riproporre l’interrogativo fondamentale che percorre la vita delle comunità politiche di ogni tempo: che cosa lega il diritto dello Stato alla giustizia?

di Andrea Pin
Ricercatore Di Diritto Costituzionale E Docente Di Diritto Pubblico Comparato All’Università Di Padova

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Idee e Opinioni
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Amministrazione
Federalismo
Il procuratore Carmine Scarano interviene sul federalismo fiscale come sistema di governance della spesa pubblica

Il federalismo fiscale mira a dare attuazione all’art 119 della Costituzione che sancisce l’autonomia finanziaria di entrata e di spesa per i comuni , le Province, le Città Metropolitane e le Regioni. Con gli 8 decreti attuativi già in vigore il processo di attuazione del federalismo coinvolge tutte le istituzioni del paese ed impone, ai fini del corretto impiego delle risorse pubbliche, un principio di coerenza fra la gestione in senso federale dell’economia , gli obiettivi di finanza pubblica e i vincoli che discendono dall’appartenenza all’U.E.

di Carmine Scarano
Procuratore Regionale Della Corte Dei Conti Per Il Veneto

 
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Inediti – l’ultimo studio di Carlo Sini sul ‘viver bene’: la società delle conseguenze

Ringraziamo il professor Carlo Sini per averci consentito di pubblicare alcuni brani del suo volume Del Viver Bene, in uscita per Jaca Book. E ringraziamo l’editoriale Jaca Book per averne autorizzato la pubblicazione. La favola delle api di Mandeville è il punto di partenza del libro, in un percorso che affronta i problemi posti dalla rivoluzione industriale, dal capitalismo moderno e dalla economia del mercato globalizzato. L’indagine va alle radici della formazione dell’individuo sociale, disegnandone la genealogia attraverso le strutture del sacrificio, del dono e dello scambio. Il senso del “viver bene” pone altresì una domanda urgente su una possibile correzione di rotta che si proponga la salvaguardia della biodiversità e delle differenti tradizioni culturali del pianeta, e soprattutto e in generale l’affermazione dei diritti della vita “della nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa”.

di Carlo Sini
Filosofo, Accademico Dei Lincei

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Saggi
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Europa
Politica di coesione europea e ripartizione dei fondi strutturali

La politica di coesione rappresenta uno dei principali ambiti d’esercizio dell’azione comunitaria. La sua importanza non emerge solo in relazione alla sua rilevanza in termini di risorse, ma anche alla sua modalità di attuazione, basata sulla governance multilivello e che individua nelle amministrazioni regionali l’attore centrale per la declinazione di questa politica sul territorio. Questa la premessa dalla quale parte il saggio di Gian Antonio Bellati, il quale analizza la struttura attuale della politica di coesione e la ripartizione delle risorse in Italia. L’autore si concentra poi sulle distorsioni legate all’uso del PIL, affermando che “va considerata l’opportunità di adottare un set più complesso di parametri ed indicatori”. Infine, Bellati presenta le prospettive per il periodo di programmazione successivo al 2013.

di Gian Angelo Bellati
Direttore Dell’Unione Regionale Delle Camere Di Commercio Del Veneto

 
 
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Amministrazione
La funzione di internal auditing nella Pubblica Amministrazione

La riforma della Pubblica Amministrazione culminata con il nuovo sistema dei controlli delineato dal D.lgs. n. 286/99, ha introdotto nel settore pubblico logiche e principi propri dell’auditing del settore privato. In particolare il legislatore ha voluto orientare l’agire amministrativo verso un’ottica aziendalistica, per individuare gli obiettivi gestionali ed economici, verificare il raggiungimento degli stessi e, contestualmente, garantire la legittimità ed il buon andamento dell’agire amministrativo. Questo il tema sul quale si focalizza l’intervento di Alessandro Camarda, il quale analizza anche l’approccio comunitario, affermando che “i principi di funzionamento dei fondi strutturali possono rappresentare un’importante opportunità d’innovazione dell’Amministrazione italiana consentendo di veicolare una più consapevole cultura dei controlli ed affinare le tecniche di internal auditing”.

di Alessandro Camarda
Funzionario Della Direzione Attività Ispettiva E Vigilanza Settore Socio-Sanitario Veneto Del Consiglio Regionale Del Veneto

 
 
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Legislazione
Società partecipate: responsabilità delle società e degli amministratori

Il seguente saggio è un breve commento sulle recenti pronunce giurisprudenziali in materia di responsabilità dei singoli amministratori per la c.d. “mala gestio”, quale causa delle ripetute perdite di esercizio delle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni, nonché una breve analisi sulla responsabilità delle società nei confronti dell’ente pubblico socio. Quest’ultimo infatti provvede a ripianare le perdite predette con operazioni di rifinanziamento e ricapitalizzazione che comportano un depauperamento del bilancio dell’ente pubblico; tali operazioni peraltro vengono sempre più spesso “censurate”dalla Corte dei conti anche nell’ambito della normativa sul contenimento della spesa pubblica.

di Stefania Del Negro
Funzionario Della Direzione Affari Legislativi Della Giunta Regionale Del Veneto.

 
 
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Federalismo
Qualificazione, gestione e tutela dei beni dell’ente locale nell’ottica della valorizzazione del patrimonio immobiliare

Negli ultimi anni, l’orientamento generale è quello di una adeguata valorizzazione dei beni appartenenti agli Enti locali, che si fonda su questo principio: o il bene viene utilizzato razionalmente per fini istituzionali, oppure deve essere immesso sul mercato per un suo sfruttamento economico, tramite la locazione o la vendita. Non può più essere tollerata l’inerzia. Sullo sfondo di questo generale principio di valorizzazione, Stefano Venturi analizza i vari tipi di beni – beni demaniali, beni patrimoniali indisponibili e beni patrimoniali disponibili – e la loro relativa titolarità giuridica. Come sottolinea Venturi, la definizione della natura giuridica dei beni è di assoluta rilevanza sia ai fini della loro gestione (con l’applicazione dello strumento pubblicistico della concessione amministrativa o di quello privatistico, come locazione, affitto di azienda, comodato) sia per l’uso degli adeguati strumenti di tutela, con il ricorso alla giustizia amministrativa o a quella ordinaria. L’Ente locale – in generale – deve “adeguare lo strumento negoziale alla natura del bene”.

di Stefano Venturi
Segretario Generale Dei Comuni Di Affi E Di Peschiera Del Garda

 
 
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Giurisprudenza Costituzionale
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale

Nel periodo maggio – settembre 2011 si segnalano 23 sentenze d’interesse per le Regioni a statuto ordinario delle quali: 15 a seguito di ricorsi promossi in via principale dal Presidente del Consiglio dei ministri, 6 conseguenti a ricorsi promossi dalle Regioni e Province autonome nei confronti di leggi statali, 2 promossi in via incidentale da giudici amministrativi. Nessuna decisione risulta depositata nel mese di agosto. Le materie maggiormente interessate dalle pronunce di questo periodo riguardano la tutela dell’ambiente e in particolare, in più casi, per le interferenze esistenti tra questa materia e la materia della caccia attribuita alla competenza residuale delle Regioni, e la materia della produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia. Le leggi regionali portate al vaglio della consulta hanno interessato quasi tutte le Regioni, con esclusione dell’Emilia-Romagna, Umbria, Lazio e Molise. La normativa statale impugnata dalle Regioni ha riguardato il decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105 (Misure urgenti in materia di energia), a seguito di ricorsi promossi dalle Regioni Toscana e Puglia, e dalla Provincia autonoma di Trento, e il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica), a seguito di distinti ricorsi promossi dalle Regioni Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Puglia, che hanno interessato le materie: energia, ordinamento contabile dello stato, ordinamento civile e la violazione del principio di sussidiarietà di cui all’art. 118 della Cost. Una pronuncia ha definito un conflitto di attribuzione tra enti, promosso dalla Regione Puglia, sorto a seguito di alcuni decreti del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio con i quali è stata disposta la nomina di un Commissario straordinario di un Ente Parco nazionale.

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto

 
 
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Giurisprudenza Costituzionale
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale dopo la riforma del titolo V della Costituzione nelle materie di interesse delle regioni

Parallelamente all’Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale dopo la riforma del Titolo V della Costituzione nelle materie di interesse delle Regioni ordinarie, che la nuova versione telematica della Rivista consente di monitorare tempestivamente con riferimento all’anno in corso, nel presente numero della Rivista si pubblica l’analisi della giurisprudenza costituzionale riferita all’anno 2010 per portare a completamento l’esame dell’intera giurisprudenza d’interesse per le Regioni, successiva alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, iniziata con il numero n. 3-4 del maggio - agosto 2006. In questo numero l’Osservatorio prende ad esame il periodo luglio - ottobre 2010 nel quale si segnalano 21 sentenze della Corte Costituzionale d’interesse per le Regioni e Province autonome, e nel quale sono stati 10 i giudizi conclusi con ordinanza dei quali 8 estinti per rinuncia, 1 dichiarato manifestamente inammissibile, ed 1 rimesso al giudice a quo perché rivaluti la questione alla luce della normativa sopravvenuta. Solo la sentenza n. 278, a seguito di distinti ricorsi promossi da ben undici Regioni, prende in esame normativa statale, in particolare la legge 23 luglio 2009, n. 99 (Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia), affrontando la problematica dell’energia nucleare e della possibilità per le Regioni di intervenire in materia. Le rimanenti 20 pronunce hanno interessato normativa regionale disciplinante, in particolare, le materie della caccia, del commercio, dell’accesso al pubblico impiego, della comunicazione e dell’ambiente. D’interesse anche la sentenza n. 246 che ha esaminato le censure sollevate da una Regione nei confronti dell’iter procedimentale delle leggi statali dirette a consentire il distacco dei Comuni o Province da una Regione ad un’altra ai sensi dell’articolo 132 della Costituzione e la sentenza n. 289 che prende posizione in merito alla legittimità delle c.d. leggi-provvedimento.

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto

 
 
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Storia delle Istituzioni Venete
Introduzione al saggio di Luca Rossetto “Il commissario nelle province venete durante la seconda dominazione austriaca”

Le tumultuose vicende politiche che, sul finire del Settecento, introdussero anche nel Veneto, non diversamente dalle altre realtà italiane ed europee, profonde e decisive trasformazioni negli assetti istituzionali esistenti, si riflessero soprattutto sul piano del controllo sociale e dell’ordine pubblico. Si trattava di trasformazioni che, a ben vedere, già avevano manifestato nei decenni precedenti alcuni visibili segni del nuovo clima culturale e ideologico, ma che solo con i successivi cambiamenti politici si sarebbero effettivamente concretizzate con forza ed intensità, determinando un nuovo corso nel delicato settore del controllo sociale.

di Claudio Povolo
Docente Di Storia Delle Istituzioni Politiche All’Università Ca’ Foscari Di Venezia

 
 
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Storia delle Istituzioni Venete
Il commissario distrettuale: funzionario dell'impero nelle province venete asburgiche (1819-1848) un profilo di ricerca

Come spiega l’autore Luca Rossetto, il principale obiettivo di questo breve saggio storico coincide con il tentativo di delineare sinteticamente il ruolo istituzionale e sociale del Commissario Distrettuale nelle Province Venete dal 1819 al 1848, un trentennio scarso che costituisce però il "cuore", non solo cronologico, della complessiva ultrasessantennale appartenenza dei territori della nostra regione alla realtà imperiale della monarchia asburgica. Il contributo è articolato in quattro sezioni.

di Luca Rossetto
Dottorando In Storia Presso L’Università Degli Studi Di Padova

 
 
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Federalismo
La semplificazione amministrativa al bivio del federalismo fiscale

In questo intervento, Antonio Greco esamina il tema della semplificazione amministrativa e del suo rapporto con il federalismo fiscale, focalizzando l’attenzione sulle ombre presenti nel “connubio” tra semplificazione e misure premiali nel decreto legge 138/2011 (la cosiddetta “Manovra di Ferragosto”), recentemente convertito dalla legge n. 148/2011; sulla questione del riparto delle competenze tra Stato e Regioni; e sull’azione di semplificazione degli Enti locali. Nella sua analisi, Greco parte dal “principio generale esclusivo”, enunciato nell’articolo 3, comma 1 del decreto: “l’iniziativa e l'attività economica privata sono libere ed è permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge”. Pur riconoscendo all’articolo 3 del decreto di essere, per alcuni aspetti, uno “strumento innovativo” perché valorizza il principio secondo il quale “la mala gestio, nel perseguimento degli obiettivi di finanza pubblica, ha un costo che non può essere traslato su livelli di governo e soggetti diversi da quelli che l’hanno posta in essere”, l’autore ritiene che esso presenti diverse criticità che potrebbero ostacolarne l’applicazione. Queste criticità convergono in nuce nella “tenuta costituzionale”. Secondo Greco, l’analisi di queste “ombre” conferma la necessità di sostenere l’ipotesi di una “costituzionalizzazione del principio di libertà”, nella quale entra in gioco la riforma dell’articolo 41 della Costituzione. Questo faciliterebbe, tra l’altro, gli Enti locali “nell’esercizio virtuoso dell’azione amministrativa”.

di Antonio Greco
Avvocato, Professore Di Diritto Pubblico All’Università Di Trieste

 
 
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Federalismo
Regione
Verso una new governance del sistema assistenziale italiano

Il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 30 giugno 2011, ha approvato un importante disegno di legge che attribuisce al Governo la delega per la riforma fiscale e assistenziale, indicando i principi generali e gli ambiti su cui il Governo è autorizzato a intervenire con propri decreti legislativi. Il disegno di legge di riforma fiscale e assistenziale, unitamente al decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011, recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria”, rientrano fra le misure adottate dal Governo con la manovra economica, per conseguire il pareggio di bilancio entro il 2014, nel rispetto degli obiettivi stabiliti in sede comunitaria . Il progetto di riforma assistenziale in esame trova sistemazione nella seconda e ultima parte dell’anzidetto disegno di legge (capo II): un coup de teatre, inserito in un unico articolo, titolato “Interventi di riqualificazione e riordino della spesa in materia sociale” (art. 10) . L’analisi del progetto di riforma cercherà di rispondere ai tre seguenti quesiti: 1. Perché riformare l’assistenza? 2. Come riformare l’assistenza? 3. Quali prospettive offre la riforma dell’assistenza?

di Monica Bergo
Ricercatrice Presso L’Università Degli Studi Di Padova

 
 
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Giurisprudenza
Nota a sentenza

Ai fini della determinazione del tribunale territorialmente competente a decidere sul contenzioso derivante dai contratti pubblici è anche importante stabilire il luogo in cui deve eseguirsi la prestazione ed il luogo in cui il contratto è sorto (c.d. foro facoltativo per le cause relative a diritti di obbligazione, art. 20 del codice di procedura civile). Il luogo di pagamento delle obbligazioni pecuniarie degli enti pubblici, che per i propri pagamenti debbono servirsi del servizio di tesoreria, è stabilito ex lege presso la tesoreria medesima, con conseguente determinazione del forum destinatae solutionis secondo tale prospettiva. Per la determinazione del luogo in cui è sorta l’obbligazione, invece, occorrerà sussumere correttamente la fattispecie concreta nelle norme del codice civile in materia.

di Alessandro Scarpa
Avvocato, Consulente E Docente In Materie Amministrative E Del Lavoro Pubblico

 
 
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Saggi
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Enti Locali
Federalismo
Come cambia il sistema dei piccoli comuni e delle province in Italia?

Il processo di riforma che riguarda i piccoli Comuni impone alcune riflessioni in ordine alla portata delle innovazioni che andranno a ridisegnare l’architettura del sistema istituzionale italiano. L’articolo offre una lettura critica delle disposizioni contenute nelle ultime tre manovre di stabilizzazione finanziaria ritenute maggiormente incisive sul processo di razionalizzazione del sistema locale. Oggetto esclusivo d’analisi saranno l’obbligo di gestione associata di funzioni e servizi comunali, l’accorpamento dei piccoli Municipi, la riduzione del numero di consiglieri e assessori comunali e provinciali e, infine, la soppressione delle Province. Si tratta di un percorso legislativo in itinere, il cui esito è tutt’altro che scontato ma che, in ragione delle novità, della ricchezza e delle implicazioni dei contenuti, si colloca al centro di un fervente dibattito politico, istituzionale e scientifico del quale il saggio dà conto.

di Elisabetta Vigato
Dottore Di Ricerca In Diritto Costituzionale Presso L’Università Di Padova

 
 
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Idee e Opinioni
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Federalismo
‘Appunti sul federalismo’. Il federalismo in Germania

Se si esclude il periodo della dittatura nazionalsocialista e la parentesi della DDR, Repubblica Democratica Tedesca, a caratterizzare la storia della Germania sono state diverse forme di pluralismo organizzativo succedutesi nei secoli. Vari tipi di strutture federalistiche hanno svolto un ruolo importante nella sua storia ed è indubbio che la tradizione federalista tedesca abbia antiche origini. A partire dal medioevo, quando al posto di un forte Stato nazionale centrale si affermarono soluzioni di decentramento politico e amministrativo. A favorirle durante il Sacro Romano Impero della Nazione Germanica (Heiliges Römisches Reich Deutscher Nation) fu il notevole frazionamento di quest’ultimo: il vero potere era in capo ai principali ducati e regni, quali Sassonia, Franconia, Baviera e Alemannia, e l’attribuzione del titolo imperiale, che spesso esprimeva una supremazia preminentemente simbolica, sortiva comunque da una sorta di intesa tra i nobili che si disputavano la corona.

di Erminio Vanin
Giornalista