Giovedì 21 Settembre 2017
RSS RSS Feed
Categoria↓
Editoriali
Materia↓
Amministrazione
Enti Locali
Regione
La sfida dei tempi: dal campanilismo alla gestione efficiente

«Una crisi…si trasforma in una catastrofe solo quando noi cerchiamo di farvi fronte con giudizi preconcetti, ossia pregiudizi, aggravando così la crisi e per di più rinunciando a vivere quell’esperienza della realtà, a utilizzare quell’occasione per riflettere, che la crisi stessa costituisce». Una crisi, come scriveva Hannah Arendt, può essere l’occasione di un nuovo modo di concepire, più adatto alla sfide che i tempi impongono.

di Luca Antonini
Direttore Scientifico Della Rivista Giuridica Della Regione Del Veneto "Il Diritto Della Regione", Luca Antonini è Avvocato E Professore Ordinario Di Diritto Costituzionale All’Università Di Padova. Presiede La Commissione Per L'attuazione Del Federalismo Fiscale Ed è Capo Dipartimento Per Le Riforme Costituzionali.

0 Commenti  
Categoria↓
Saggi
Materia↓
Amministrazione
Enti Locali
Le Unioni di Comuni: vantaggi e problematiche (anche derivanti dal riordino delle Province)

In questo saggio, Ettore Jorio passa in rassegna tutta la disciplina approvata in materia di aggregazione dei Comuni, sino a quella definitivamente sancita dal governo Monti con la cosiddetta spending review. Approfondisce inoltre il tema della individuazione delle funzioni fondamentali degli enti locali, da determinarsi a cura dello Stato sulla base dell’art. 117, comma secondo, letta p), della Costituzione, passando per il decreto attuativo del federalismo fiscale n. 216/2010 e il DL n. 78/2010, convertito nella legge n. 122/2010, recentemente modificato dall’art. 19 dal DL n. 95/2012, convertito nella L. n. 135/2012. L’autore evidenzia infine le difficoltà che si incontreranno nel fare in modo che le Unioni di Comuni siano finanziate direttamente in relazione alle loro future funzioni. A tal proposito, mette in relazione le norme vigenti sottolineando l’incompatibilità nel garantire un corretto finanziamento della gestione associata dei Comuni. Sommario: 1. Il protagonismo istituzionale del Comune – 2. L’iter della disciplina dell’aggregazione dei Comuni – 2.1 La ‘incisione’ del governo Monti – 3. Le funzioni fondamentali – 4. Il finanziamento

di Ettore Jorio
Professore Presso L’Università Della Calabria Di Diritto Amministrativo Sanitario E Di Diritto Civile Della Salute E Dell’assistenza

0 Commenti  
Categoria↓
Saggi
Materia↓
Amministrazione
Enti Locali
Lo studio dei benefici derivanti dalle forme associative tra Comuni

Le forme associative tra Comuni hanno trovato un nuovo impulso sia dalle leggi di controllo della spesa pubblica sia dalla necessità degli enti minori di garantire continuità di servizi con le minori risorse a disposizione. Questo contributo intende presentare la via per effettuare studi di fattibilità di Convenzioni, Unioni e Fusioni in tempi relativamente rapidi. Dopo aver rapidamente spiegato i diversi problemi che si presentano nel realizzare le diverse forme di associazione, si espongono i diversi tipi di analisi economica. Infine si illustrano lo schema e le fasi di una analisi rapida delle funzioni comunali finalizzata allo studio dei benefici derivanti dalla gestione associata. SOMMARIO: 1. Le forme associative e le opportunità offerte nella gestione dei servizi – 2. I tipi di analisi economica – 3. Predisporre un’analisi economica delle attività comunali – 4. La scelta dei servizi unificabili – 5. Il calcolo dei possibili risparmi – 6. Preparazione del budget di funzionamento – 7. Conclusione: una prospettiva economico-politica

di Stefano Solari
Professore Associato Di Economia Politica Presso Il Dipartimento Di Scienze Economiche E Aziendali Dell’Università Di Padova

0 Commenti  
Categoria↓
Saggi
Materia↓
Amministrazione
Enti Locali
Regione
Disciplina dell’esercizio associato di funzioni e servizi comunali (Legge regionale 27 aprile 2012, n. 18)

La gestione associata di servizi comunali è uno degli strumenti principali per affrontare e cercare di risolvere il problema della frammentazione dei piccoli comuni e della ripartizione delle competenze tra più livelli di governo. La Regione del Veneto, già da tempo, ha riconosciuto l’importanza strategica dell’esercizio associato delle funzioni e dei servizi comunali. Tale esercizio, stante la prevalenza sul territorio veneto di comuni di piccole dimensioni, permette di costruire, attraverso il percorso delineato dalla legge regionale 27 aprile 2012, n. 18, un efficiente sistema di governo decentrato che richiede la presenza sul territorio regionale di attori adeguati. SOMMARIO: 1. Premessa – 2. Il quadro normativo nazionale – 3. … (segue) quello regionale – 4. Comuni obbligati e non alla gestione associata delle funzioni – 5. Le forme associative – 6. Procedimento di individuazione della dimensione territoriale ottimale – 7. Incentivi

di Luca Rosa Bian
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto

0 Commenti  
Categoria↓
Saggi
Materia↓
Amministrazione
Enti Locali
Le fasi di costituzione ed attivazione dell’Unione dei Comuni. Criticità e soluzioni

La costituzione dell’Unione dei Comuni per la gestione associata delle funzioni fondamentali dei comuni è tra le forme principali che il legislatore ha individuato per raggiungere il fine primario di revisione e razionalizzazione della spesa degli enti locali. L’analisi proposta intende offrire al lettore una guida tecnico-operativa sulle fasi di costituzione ed attivazione delle Unioni di Comuni. In particolare, si è cercato di evidenziare le criticità iniziali, con soluzioni adottate in casi pratici che hanno permesso la definizione del processo di unione.

di Mario Vendramini
Vice Segretario Comunale Del Comune Di Monastier, Membro Del Nucleo Di Valutazione E Consulente Presso Enti Locali

0 Commenti  
Categoria↓
Saggi
Materia↓
Amministrazione
Enti Locali
La fusione di Comuni. Evoluzione legislativa nazionale e regionale

In questo contributo si analizza la disciplina del processo di fusione di Comuni, di cui agli artt. 15 e 16, d.lgs. n. 267/2000. L’autrice esamina il quadro normativo statale, soffermandosi su aspetti quali il procedimento di fusione, i contributi per incentivare tale forma di modificazione territoriale e le "forme di partecipazione e decentramento dei servizi" costituite dalla possibilità di istituire Municipi nei territori corrispondenti alle comunità d'origine. Viene offerta poi un'analisi della legislazione veneta in materia di fusione di Comuni, con particolare riferimento alla l.r. Veneto n. 25/1992. Si individuano, infine, le connessioni con la l.r. Veneto n. 18/2012 in materia di gestioni associate. SOMMARIO: 1. Premessa – 2. La disciplina del processo di fusione: il fondamento costituzionale – 3. Le modifiche territoriali comunali – 4. La fusione di Comuni – 5. I contributi per incentivare la fusione – 5.1. Contributi regionali – 5.2. Contributi statali – 6. Le forme di partecipazione e decentramento nelle comunità d’origine: i Municipi – 6.1. La natura giuridica dei Municipi: organismi di “decentramento” o enti di “deconcentrazione”? – 6.2. Le funzioni dei Municipi – 6.3. L’organizzazione e l’individuazione degli organi dei Municipi – 6.4. I Municipi in rapporto alle altre ipotesi di decentramento – 6.4.1. Municipi e frazioni – 6.4.2. Municipi e circoscrizioni di decentramento comunale – 6.5. I Municipi in Italia: un’occasione mancata – 7. La legislazione veneta in materia di fusione di Comuni – 7.1. Iniziativa legislativa e referendum consultivo – 7.2. I Municipi – 7.3. Il programma regionale – 8. La l.r. Veneto n.18/2012: come incide la nuova disciplina dell’associazionismo comunale sulle fusioni?

di Elisabetta Vigato
Dottore Di Ricerca In Diritto Costituzionale Presso L’Università Di Padova

0 Commenti  
Categoria↓
Note
Materia↓
Amministrazione
Enti Locali
Regione
La gestione associata di funzioni e servizi comunali, il manuale

A partire dal presente numero e per le prossime uscite, la programmazione de Il Diritto della Regione viene dedicata alle tematiche connesse al complesso riordino che ha coinvolto, in ragione del mutato quadro normativo, gli enti locali. Sono previste tre uscite di numeri doppi il primo dei quali è principalmente dedicato al tema delle gestioni associate di funzioni e servizi comunali. Scopo di questa pubblicazione oltre a realizzare un contributo accademico e scientifico alla discussione sul profondo mutamento che coinvolge i comuni, in particolare in ragione dell’intervenuta obbligatorietà giuridica dell’esercizio associato delle funzioni fondamentali, è quello di fornire un valido strumento di ausilio a quanti, politici e tecnici, si troveranno a dover gestire il cambiamento. È in questa logica che viene pubblicato, quale allegato scaricabile al presente numero il Manuale“La gestione associata di funzioni e servizi comunali” quale semplice e utile strumento per avere sempre a portata di mano il complesso quadro normativo, nazionale e regionale. Il Manuale è stato realizzato con il contributo concesso dalla Regione del Veneto e la collaborazione scientifica della Direzione Regionale Enti Locali, Persone Giuridiche, Controllo Atti dal Dipartimento di Diritto Pubblico, Internazionale e Comunitario dell'Università di Padova all’interno del progetto “L’attuazione dell’obbligo di gestione associata di funzioni e servizi comunali”, che vede come partner Unindustria Treviso. Il Dirigente Regionale Direzione Enti Locali, persone giuridiche, controllo atti Dott. Maurizio Gasparin

di Redazione

0 Commenti  
Categoria↓
Saggi
Materia↓
Amministrazione
Enti Locali
Regione
La dismissione del patrimonio pubblico dopo le manovre Monti e l’art.16 della legge Regione del Veneto 18 marzo 2011 n.7

Nel più complessivo quadro di misure adottate dal governo Monti, per la stabilizzazione finanziaria del sistema Paese e per la revisione della spesa pubblica c.d. “spending rewiew” (D.L. 6 Luglio 2011 n. 98, D.L. 6 dicembre 2011 n. 201 e D.L. 6 Luglio 2012 n.95), va considerata la nuova disciplina dettata in materia di dismissione e/o valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e di riduzione dei costi per le locazioni passive sottoscritte dalle Pubbliche Amministrazioni. Nell’articolo, dopo una ricognizione storica dell’evolversi della normativa in materia, si tratteggiano gli strumenti giuridici e finanziari di cui dispone oggi il decisore pubblico nell’impostare una seria politica dimagrante del patrimonio delle PP.AA, per poi valutare le novità introdotte dalle manovre Monti e la possibilità di una loro implementazione di successo tenuto conto della attuale situazione del mercato immobiliare. Nella seconda parte dell’articolo si espone la disciplina che la Regione del Veneto, con la manovra finanziaria per l’anno 2011 (art.16 L.R. 7/2011) ed il “Piano delle alienazioni e/o valorizzazioni” in essa previsto, ha introdotto per la dismissione di parte del proprio patrimonio immobiliare, anticipando la finestra di opportunità prevista dal legislatore statale. Si analizzano inoltre il dettato normativo e lo stato di attuazione del sopraccitato Piano. SOMMARIO: 1. Premessa – 2. Ricognizione storica della normativa in materia di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico – 3. L’art.27 della manovra Salva Italia (D.L. 201/2011) – 4. La spending review del governo Monti e l’ottimizzazione degli spazi utilizzati dalle PP.AA. (art.3 D.L. 95/2012) – 5. Gli strumenti giuridici e finanziari per la dismissione del patrimonio immobiliare – 6. L’andamento del mercato immobiliare e le prospettive di successo della nuova disciplina – 7. L’art. 16 della Legge Regionale Veneto 18 Marzo 2011 n. 7: il Piano di alienazione e /o valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale – 8. Lo stato di attuazione del Piano – 9. Considerazioni finali

di Enrico Specchio E Silvia Zanirato
Dirigente E Funzionario Della Regione Del Veneto

0 Commenti  
Categoria↓
Saggi
Materia↓
Amministrazione
Enti Locali
Regione
Servizi pubblici locali: Dopo dodici anni di legislazione quale futuro?*

Il presente articolo è un commento sulle vicende che hanno caratterizzato la disciplina normativa italiana regolante i “servizi pubblici locali”, a partire dal decreto legislativo n. 267 del 2000 fino ad arrivare alla sentenza della Corte costituzionale n. 199 del 2012, dopo più di un decennio di modifiche legislative e decisioni giurisprudenziali, anche della Corte di Giustizia europea. Si fa inoltre un breve cenno all’articolo 4 sul decreto legge n. 95 del 2012 sulle società in house,con particolare riguardo alla disciplina ivi contenuta che ripristina la soglia di rilevanza e il parere dell’Autorità di vigilanza per la concorrenza e il mercato, tenuto conto della decisione assunta dal giudice delle leggi in ordine alla violazione dell’articolo 75 della Costituzione e alla conseguente impossibilità per il legislatore nazionale di riaffermare la medesima volontà legislativa per un’intera legislatura. SOMMARIO: Introduzione – 1. Cronistoria di un percorso tormentato – 2. La Corte costituzionale azzera la volontà legislativa – 3. Orientamenti futuri – 4. Conclusioni

di Stefania Del Negro
Funzionario Della Direzione Affari Legislativi Della Giunta Regionale Del Veneto.

0 Commenti  
Categoria↓
Note
Saggi
Materia↓
Giurisprudenza Costituzionale
Una pronuncia della Corte costituzionale che riporta alla nozione costituzionale di perequazione e solidarietà: l’incostituzionalità parziale del Piano Sud

Questo contributo intende individuare il significato di perequazione “verticale” e “orizzontale”. Dopo aver illustrato la fattispecie oggetto della sentenza in commento, si analizzano le regole di perequazione fiscale riparatorie degli squilibri geo-economici individuati dalla dottrina e dalla giurisprudenza. Infine, si approfondiscono le problematiche affrontate dalla Corte. In particolare, l’interesse ad agire nei ricorsi regionali e le ipotesi di “intervento speciale” tassativamente previste.

di Tania Scarabel
Dottoranda Di Ricerca In Diritto Costituzionale, Università Degli Studi Di Padova

0 Commenti  
Categoria↓
Note
Materia↓
Giurisprudenza Costituzionale
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale pronunce d’interesse per le Regioni ordinarie depositate nel periodo gennaio – febbraio 2012

Nel periodo gennaio – febbraio 2012 sono 10 le sentenze d’interesse per le Regioni a statuto ordinario e rappresentano esattamente un quarto del totale dei provvedimenti depositati nel medesimo periodo dalla Corte costituzionale. Una sola sentenza è conseguente a ricorsi promossi dalle Regioni avverso normativa statale, in particolare nei confronti del c.d. “mille proroghe” del 2010, nel mentre i rimanenti 9 provvedimenti riguardano ricorsi promossi in via principale dal Presidente del Consiglio dei ministri avverso leggi regionali, in particolare delle Regioni Abruzzo e Sardegna, entrambe con 3 sentenze ciascuna,, Calabria con 2 sentenze,Molise 1. Le materie interessate hanno riguardato: l’ambiente, l’ordinamento tributario, la disciplina per l’accesso al pubblico impiego, il commercio e la libera concorrenza, la protezione civile e l’organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali, l’ordine pubblico e sicurezza. Di particolare interessante la sentenza n. 22/2012, con la quale la Corte costituzionale dichiara l’illegittimità di una norma introdotta dal Parlamento in sede di conversione di un decreto-legge, afferente materie di competenza regionale, per violazione dell’art. 77, comma secondo, della Costituzione. La Corte rileva che le leggi di conversione di decreti legge, disciplinate dal citato art. 77, sono caratterizzate da un particolare procedimento di approvazione, diverso da quello previsto per le leggi ordinarie; e non è pertanto consentito al legislatore introdurre, in sede di conversione, disposizioni del tutto estranee al testo del decreto legge da convertire, senza violare le disposizioni costituzionali disciplinanti l’iter formativo delle leggi. Di altrettanto interesse la sentenza n. 20/2012, con la quale la Corte, nel sindacare della legittimità costituzionale di una legge della Regione Abruzzo, chiarisce che l’approvazione dei calendari venatori non può essere demandata alla legge regionale, ma la Regione vi deve provvedere, necessariamente, in via amministrativa, poiché così è stabilito dalla legge quadro statale, n. 157/1992, che disciplina la materia della caccia.

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto

 
 
Categoria↓
Note
Materia↓
Giurisprudenza Costituzionale
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale Pronunce d’interesse per le Regioni ordinarie depositate nel periodo marzo – aprile 2012

Su un totale di 68 provvedimenti depositati dalla Corte costituzionale nel periodo marzo – aprile 2012, 35 hanno riguardato le Regioni; tra questi 20 sono le sentenze d’interesse per le Regioni a statuto ordinario. Come nel primo bimestre 2012, una sola sentenza è conseguente a ricorsi promossi dalle Regioni (nello specifico Toscana, Puglia, Umbria e Veneto), avverso normativa statale, in particolare nei confronti del c.d. “codice del turismo”, approvato con il decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79. Due casi sono stati deciso a seguito di rimessione in via incidentale da parte dell’autorità giudiziaria, mentre le rimanenti 17 sentenze, sono state pronunciate a seguito di ricorsi promossi in via principale dal Presidente del Consiglio dei ministri avverso leggi regionali, in particolare delle Regioni Toscana, Trentino alto Adige, Basilicata, Campania, Piemonte, Sardegna e, con 2 sentenze ciascuna, Umbria, Puglia, Liguria e Veneto. Sono state invece 3 le sentenze che hanno riguardato la Regione Molise. Le materie interessate dalle pronunce sono state: il sistema tributario statale, la tutela dell’ambiente, la concorrenza, la protezione civile, la tutela della salute, il turismo, il governo del territorio, l’agriturismo, la formazione professionale, il governo del territorio, il rispetto dell’ordinamento comunitario. In ben 5 casi le pronunce della Corte hanno riguardato la violazione delle norme concernenti la disciplina per l’accesso al pubblico impiego. Di particolare interesse la sentenza n. 63/2012, che ha avuto come oggetto di sindacato costituzionale il nuovo Statuto della Regione Molise, in particolare una disposizione che esonera i funzionari dell’amministrazione regionale dal segreto d’ufficio nel caso di audizioni in sede di commissioni consiliari di vigilanza. Sul punto la Corte, richiamando la propria giurisprudenza, ribadisce che seppure non è in discussione l’esclusiva competenza statale in materia penale, alle leggi regionali non è precluso concorrere a definire, secundum lege, elementi costitutivi delle fattispecie tipiche, nell’ambito delle materie residuali o concorrenti di propria competenza. Da segnalare anche la sentenza n. 86/2012, con la quale la Corte ricostruisce il quadro normativo di riferimento in base al quale i vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario si ripercuotono direttamente nell’ordinamento interno e costituiscono parametro di riferimento per il vaglio di legittimità costituzionale, ai sensi del primo comma, dell’articolo 117, della Carta fondamentale.

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto