Domenica 23 Luglio 2017
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Editoriali
Editoriale. Il decennale della legge urbanistica del Veneto.

Il Comitato di Redazione della Rivista “Il Diritto della Regione” ha deciso di dedicare un numero monografico ai dieci anni della legge urbanistica del Veneto 23 aprile 2004, n.11, intitolata “Norme per il governo del territorio”, con un intento che non ha nulla di auto celebrativo, essendo anzi rivolto a valutare, in un arco di tempo limitato ma sufficiente, da un lato le linee di approdo di una strumentazione urbanistica non priva di consistenza e originalità, e dall’altro le prospettive ordinamentali in un settore di particolare rilevanza non solo giuridica, ma anche e soprattutto economica e sociale.

di Gaetano Trotta
Già Presidente Della IV Sezione Del Consiglio Di Stato.

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Idee e Opinioni
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Il nuovo inquadramento della funzione del governo del territorio nella riforma costituzionale: implicazioni sulla legislazione regionale vigente e futura

La nozione di governo del territorio è stata elaborata dalla dottrina, ancor prima della Riforma del Titolo V del 2001, per indicare l’insieme degli istituti relativi alla regolamentazione, al controllo alla gestione e all’uso del territorio. Diversi autori hanno evidenziato lo stretto legame innanzitutto tra l’urbanistica e l’edilizia , cardini principali del governo del territorio, nonché il delicato sistema di pesi e contrappesi necessario per “assicurare un equilibrio dinamico fra tutte le amministrazioni e gli enti variamente competenti ad incidere con le proprie decisioni sull’assetto del territorio” . I diritti e i valori costituzionali coinvolti, inoltre, sono facilmente intuibili: non solo la libertà di iniziativa economica, il diritto di proprietà, la tutela del paesaggio e del patrimonio artistico, ma anche, più in generale, la tutela dell’individuo nella sua dimensione relazionale, il principio di uguaglianza, il diritto alla salute, nonché la riserva di legge per l’imposizione di prestazioni patrimoniali e il principio di capacità contributiva con riguardo alla contribuzione dei proprietari agli oneri di urbanizzazione e alle relative spese.

di Prof. Luca Antonini - Dott. Matteo De Nes
Prof. Avv. Luca Antonini: Direttore Scientifico Della Rivista Giuridica Della Regione Del Veneto €Il Diritto Della Regione”, Luca Antonini è Avvocato E Professore Ordinario Di Diritto Costituzionale All’Università Di Padova. Presiede La Commissione Per L'attuazione Del Federalismo Fiscale. Dott. Matteo De Nes: Dottorando In Diritto, Mercato E Persona. Dipartimento Di Economia, Università Ca' Foscari.

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Il potere discrezionale dei Comuni nella pianificazione territoriale dei PAT e PI ed il sindacato del giudice amministrativo nella giurisprudenza 2004-2014

La trattazione delle tematiche relative all’esercizio del potere di pianificazione da parte delle amministrazioni comunali ed in particolare della natura discrezionale del potere in rapporto alla specificità di tale attività e dei limiti del controllo in sede giurisdizionale della legittimità degli atti con i quali l’amministrazione organizza la disciplina del proprio territorio, necessita di una brevissima premessa metodologica, onde riprendere, in termini generali, i concetti di discrezionalità amministrativa, di merito, di discrezionalità tecnica e più in generale degli esatti limiti entro i quali è possibile esperire, nelle diverse ipotesi, il sindacato giurisdizionale.

di Dott.ssa Alessandra Farina
Consigliere T.A.R. Veneto

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2004 - 2014: dieci anni di legge sul governo del territorio

Da almeno vent’anni registriamo un profondo e sempre più evidente cambiamento che riguarda i sistemi insediativi urbani, con l’esplosione dell’edificazione e con la formazione di una nuova città, lontanissima dal processo di espansione più o meno regolare e continuo, che ha caratterizzato la città industriale prima e quella moderna poi e che l’urbanistica ha cercato di governare attraverso strategie regolative e la zonizzazione. La città contemporanea, è una città discontinua, costituita da sistemi costruiti, semi costruiti e aperti, con una grande offerta di aree che nel passato avremmo giudicato potenzialmente trasformabili (aree dismesse, sottoutilizzate, abbandonate, vuoti urbani di varia natura), che insieme formano un offerta di gran lunga superiore alla domanda immobiliare, non solo pubblica ma soprattutto privata. La città contemporanea è inoltre caratterizzata da un modello di mobilità quasi esclusivamente dipendente dalla motorizzazione privata e dall’enorme spreco energetico dovuto alla condizione di gran parte del suo patrimonio immobiliare e alle modalità di uso del suolo indifferenti a tale problematica. Una città che non sarà possibile trasformare come immaginato dal precedente modello insediativo, che non potrà essere oggetto d’interventi di densificazione capaci di occupare tutti gli spazi liberi che la caratterizzano, che dovrà essere trattata per la situazione complessa che la contraddistingue, fatta di spazi urbani con diverse densità e modalità di uso del suolo, dove possono essere anche compresenti le principali funzioni insediative urbane con quelle rurali.

di Prof. Francesco Sbetti
Direttore Rivista Urbanistica Informazione Dell'INU.

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Vincoli urbanistici preordinati all’esproprio nella L.R. 11/2004 e dubbi d’incostituzionalità dell’acquisizione sanante ex art. 42 bis d.p.r. 327/2001 sugli espropri

Nel decennale della L.R. Urbanistica Veneto n.11/04 non si poteva non focalizzare l’attenzione su temi fondamentali degli strumenti urbanistici comunali, quali sono l’assicurazione delle dotazioni minime di attrezzature e pubblici servizi, l’individuazione delle infrastrutture ed attrezzature di maggior rilevanza (art. art.13, lett. h) ed f) sul PAT) e la localizzazione delle opere dei servizi pubblici e d’interesse pubblico, compresi i servizi di comunicazione (art. 17, lett. h) sul PI), i cui vincoli espropriativi decadono dopo cinque anni dall’approvazione del PI, se non siano stati approvati i relativi progetti esecutivi (art. 18, comma 7 ed art.34 ). Il dimensionamento di queste aree a destinazione pubblicistica e l’apposizione dei relativi vincoli espropriativi non può che partire dall’analisi della condizione giuridica dei beni da interessare e dalla loro situazione di fatto, onde appare opportuno riflettere sugli aspetti più attuali e problematici del diritto urbanistico, partendo dall’aspetto patologico delle espropriazioni e cioè dalle occupazioni della PA senza titolo di un bene privato, individuando i rimedi per la loro riconduzione alla legalità.

di Avv. Primo Michielan
Avvocato Del Foro Di Treviso.

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Ad un decennio dalla previsione degli accordi di pianificazione urbanistica tra soggetti pubblici e privati: le problematiche della perequazione alla luce delle novita’ legislative (l. 164/2014 "sblocca italia")

Chi abbia avuto la ventura di assistere alla nascita della l. 241/1990 ben ricorderà che l'art. 11 fu salutato con grande favore, per non dire con entusiasmo, per il riconoscimento della piena legittimità dell'"amministrazione per accordi" ovvero della “contrattualizzazione dell’attività amministrativa”, per dirla con il Benvenuti: nonostante da più parti venisse criticato l'art. 13 della legge che esclude l'applicabilità delle norme contenute “nel presente capo" (vale a dire artt. da 7 a 13 del capo III relativo alla partecipazione al procedimento amministrativo) non soltanto all'attività della pubblica amministrazione diretta all'emanazione di atti normativi, amministrativi generali, ma anche di pianificazione e di programmazione.

di Avv. Alberto Borrella
Avvocato Del Foro Di Treviso.

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I Piani d’azione per l’energia sostenibile dei Comuni della Provincia di Venezia

E' ormai condivisa l’idea che i governi centrali da soli non possano risolvere i problemi legati ai cambiamenti climatici e al risparmio energetico senza coinvolgere i livelli di governo locale. I governi locali svolgono un ruolo fondamentale nella mitigazione degli effetti legati al cambiamento climatico. A livello europeo tra gli strumenti di coinvolgimento delle autorità locali nella realizzazione di politiche di mitigazione del cambiamento climatico, il Patto dei Sindaci rappresenta un impegno volontario di grande diffusione, per soddisfare - e superare - l’obiettivo della riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020, attraverso l’aumento dell’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili nei propri territori. Le procedure di adesione sono relativamente facili, ma le implicazioni non sono spesso molto chiare per i Comuni che vi aderiscono e possono condurre i governi locali ad un notevole aumento del carico di lavoro, senza peraltro raggiungere gli obiettivi prefissi. In questo articolo cerchiamo di focalizzare la nostra analisi sui Comuni della Provincia di Venezia coinvolti nell’iniziativa.

di Pierantonio Belcaro - Marco Michieli
Dott. Pierantonio Belcaro: Dirigente Del Settore Sistema Informativo Statistico Della Regione Del Veneto, Coordinatore Della Settimana Europea Dell’energia Sostenibile Promossa Dall’Associazione NordEstSudOvest. Dott. Marco Michieli: Dottore Di Ricerca In Scienza Politica, Si Occupa Di Politiche Europee E Governo Locale, Con Particolare Attenzione Alla Cooperazione Intercomunale.

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