Giovedì 21 Settembre 2017
RSS RSS Feed
Categoria↓
Saggi
Materia↓
Europa
Ezio Perillo, giudice al tribunale della funzione pubblica dell’Unione Europea, ricorda il grande civilista patavino Trabucchi

Abbiamo chiesto a Ezio Perillo, nominato di recente dal Consiglio dell'Unione europea giudice al Tribunale della funzione pubblica dell'Ue (primo italiano a ricoprire questa carica), un suo contributo per la rivista Il Diritto della Regione. Il giudice ci ha inviato un intervento che riprende in larga parte il suo contributo al Convegno "La formazione del diritto europeo. Giornata di studio per Alberto Trabucchi nel centenario della nascita". Ci ha autorizzato a pubblicarla, e di questo lo ringraziamo. L'intervento è incentrato attorno alla figura del padovano Alberto Trabucchi, "maestro di diritto civile" come lo definisce Perillo, il cui intento in questo saggio è di mettere in luce lo straordinario, seppure ancora poco evidenziato, profilo di "europeista" del Professor Trabucchi: "‘europeista’ soprattutto nelle opere, nel senso cioè che egli è stato uno degli artefici - forse il più determinante - del processo di costruzione dell'attuale ordinamento giuridico comunitario."

di Ezio Perillo
Giudice Al Tribunale Della Funzione Pubblica Dell’Unione Europea


Categoria↓
Saggi
Materia↓
Europa
Legislazione
Regione
Le novità introdotte dalla legge regionale 25 novembre 2011, n. 26 “Norme sulla partecipazione della Regione del Veneto al processo normativo e all’attuazione del diritto e delle politiche dell’Unione europea”

Dopo la riforma del Titolo V della parte II della Costituzione e la firma del Trattato di Lisbona, molte regioni si sono dotate di nuove leggi che regolano le modalità di partecipazione agli affari europei. Anche il Veneto ha provveduto a ridisciplinare la materia con la Legge regionale 26/2011. Dalla lettura della nuova legge emerge il rafforzamento della posizione del Consiglio regionale, al quale spettano, fra l’altro, la verifica del rispetto del principio di sussidiarietà nei progetti di atti legislativi dell’Unione europea, l’approvazione della legge europea annuale e l’esame di altri documenti nel corso di un’apposita sessione che si svolge con cadenza annuale. SOMMARIO 1. Il contesto normativo statale - 2. L’iter e i contenuti della l.r. n. 26/2011 - 3. Il quadro normativo nelle altre regioni - 4. Osservazioni conclusive

di Carla Combi
Responsabile Della Posizione Organizzativa Di Staff 1 Del Primo Servizio Assistenza Legislativa Alle Commissioni Consiliari Della Regione Del Veneto


Categoria↓
Saggi
Materia↓
Europa
Giurisprudenza Costituzionale
Regione
Nuove opportunità per le Regioni nella definizione della politica spaziale europea

Le Regioni si sono progressivamente inserite nel processo normativo dell’UE già a partire da Maastricht. In tale contesto, la riforma del titolo V della Costituzione ha poi riconosciuto la competenza concorrente delle Regioni in materia di rapporti internazionali e con l’Unione Europea. Il Trattato di Lisbona ha nuovamente enfatizzato il ruolo delle realtà regionali, e nel novero delle innovazioni introdotte vi è la competenza concorrente dell’UE in materia spaziale. Il presente studio affronta questa nuova competenza dell’UE, in cui anche le Regioni possono assumere un ruolo attivo ai fini della formazione della politica e della normativa in materia. Un recente progetto di parere del Comitato delle Regioni relativo alla Comunicazione della Commissione “Strategia spaziale dell’Unione Europea al servizio dei cittadini” mostra come sia già effettiva la partecipazione delle Regioni italiane, tra cui anche il Veneto. Nell’articolo si spiega inoltre in che modo le nuove procedure di partecipazione contenute nella L. regionale 26/2011 – “Norme sulla partecipazione della Regione del Veneto al processo normativo e all’attuazione del diritto e delle politiche dell’Unione Europea” – potranno rendere più incisiva la partecipazione della Regione nei rapporti con l’UE e quindi anche nella definizione della strategia spaziale all’interno del quadro normativo e giuridico. SOMMARIO Premessa – 1. Il Trattato di Lisbona come base giuridica per lo sviluppo della politica spaziale europea – 1.2. L’incidenza della nuova competenza dell’UE nella partecipazione delle Regioni alla fase ascendente – 2. Lo stato dell’arte della Regione del Veneto in materia di partecipazione alla formazione della normativa e della programmazione dell’UE – 2.1 Il contributo del Veneto a programmi dell’UE in materia spaziale – Considerazioni Conclusive

di Vanessa Passoni
Membro Dello European Center For Space Law


Categoria↓
Saggi
Materia↓
Amministrazione
Enti Locali
Europa
Legislazione
Città metropolitana e piano strategico

L’esperienza dei piani strategici di alcune grandi città inciderà sulla conformazione del piano strategico della città metropolitana? Ci si augura di sì, per il metodo di partecipazione qualificata che ha contraddistinto quell’esperienza. Per il resto, il piano strategico è un atto di piano con valore di vincolo giuridico nei confronti dell’azione amministrativa della stessa città metropolitana, ma anche dei comuni e unioni di comuni che ne fanno parte. E’ lo Statuto che dovrà regolare il procedimento di formazione del piano strategico, lì si vedrà se valorizzerà le forze economiche e sociali dell’intera metropoli, e che ruolo assegnerà alla conferenza metropolitana che è composta da tutti i sindaci. Parimenti è lo Statuto che dovrà evidenziare il vincolo esistente tra il piano strategico e gli altri piani di cui sarà intessuta la vita della città metropolitana. Il problema della durata del piano strategico, e dei suoi rapporti con il DUP, che già contiene un piano strategico di mandato, resta da risolvere.

di Adriana Vigneri
E’ Stata Professore Associato Di Istituzioni Di Diritto Pubblico Dell’Università Ca’ Foscari Di Venezia. E’ Stata Deputato E Sottosegretario Agli Interni E Alla Funzione Pubblica. Fa Parte Del Comitato Scientifico Della Fondazione ASTRID - Roma. Fa Parte Del Comitato Direttivo Dell’Associazione Di Politica Dei Trasporti - SIPOTRA.


Categoria↓
Saggi
Materia↓
Amministrazione
Enti Locali
Europa
Legislazione
La cd. legge “Del Rio” tra opting out dei Comuni, giurisprudenza costituzionale e art. 133 della Costituzione

La legge 7 aprile 1014, n. 56, cd. “Del Rio”, finalmente attuando la previsione costituzionale disattesa da quasi quindici anni e relativa all’istituzione delle Città metropolitane, non ha avuto un percorso pacifico. Le sue vicende tumultuose non si sono limitate solo alla fase di produzione, né sono terminate con l’ampio avallo che la Corte costituzionale le ha riservato con la sentenza n. 50 del 2015. Anzi, sotto un certo profilo, la sentenza ha offerto un destro importante per gli enti locali, che ora potrebbero avvalersene proprio per temperare gli effetti dell’intervento legislativo.

di Andrea Pin
Ricercatore Di Diritto Costituzionale E Docente Di Diritto Pubblico Comparato All’Università Di Padova


Categoria↓
Saggi
Materia↓
Amministrazione
Enti Locali
Europa
Legislazione
Il decalogo del buon amministratore

L’art. 131bis, introdotto dal D. Lgs. 16 marzo 2015, n. 28 emanato in attuazione della delega conferita al Governo dalla legge 28 aprile 2014, n. 67, prevede che: «Nei reati per i quali è prevista la pena detentiva non superiore nel massimo a cinque anni, ovvero la pena pecuniaria, sola o congiunta alla predetta pena, la punibilità è esclusa quando, per le modalità della condotta e per l'esiguità del danno o del pericolo, valutate ai sensi dell'articolo 133, primo comma, l'offesa è di particolare tenuità e il comportamento risulta non abituale. L'offesa non può essere ritenuta di particolare tenuità, ai sensi del primo comma, quando l'autore ha agito per motivi abietti o futili, o con crudeltà, anche in danno di animali, o ha adoperato sevizie o, ancora, ha profittato delle condizioni di minorata difesa della vittima, anche in riferimento all'età della stessa ovvero quando la condotta ha cagionato o da essa sono derivate, quali conseguenze non volute, la morte o le lesioni gravissime di una persona.

di Luigi Delpino
Procuratore Presso Il Tribunale Ordinario Di Venezia


Categoria↓
Saggi
Materia↓
Europa
Politica di coesione europea e ripartizione dei fondi strutturali

La politica di coesione rappresenta uno dei principali ambiti d’esercizio dell’azione comunitaria. La sua importanza non emerge solo in relazione alla sua rilevanza in termini di risorse, ma anche alla sua modalità di attuazione, basata sulla governance multilivello e che individua nelle amministrazioni regionali l’attore centrale per la declinazione di questa politica sul territorio. Questa la premessa dalla quale parte il saggio di Gian Antonio Bellati, il quale analizza la struttura attuale della politica di coesione e la ripartizione delle risorse in Italia. L’autore si concentra poi sulle distorsioni legate all’uso del PIL, affermando che “va considerata l’opportunità di adottare un set più complesso di parametri ed indicatori”. Infine, Bellati presenta le prospettive per il periodo di programmazione successivo al 2013.

di Gian Angelo Bellati
Direttore Dell’Unione Regionale Delle Camere Di Commercio Del Veneto


 
Categoria↓
Saggi
Materia↓
Europa
Rapporti tra Regioni e Unione Europea

Il rapporto tra le regioni e l’Unione europea e la possibilità di una partecipazione più attiva degli organismi regionali nel processo normativo comunitario: questo il fulcro dell’articolo di Maria Antonietta Greco. Le regioni negli ultimi anni sono state progressivamente coinvolte nelle fasi di implementazione e di elaborazione delle politiche e delle azioni della Comunità europea. Partendo dalla riforma del Titolo V della Costituzione, che ha determinato una trasformazione nei rapporti tra lo Stato, le regioni e l’Unione europea, l’analisi si concentra sulla cosiddetta “fase ascendente indiretta”: quella parte del processo decisionale comunitario cui possono partecipare le regioni stesse, in funzione di una azione più incisiva a livello comunitario. Nell’articolo si mettono in evidenza i punti critici degli strumenti attualmente a disposizione. E si suggerisce poi un modello che consenta un reale sviluppo di questa importante possibilità, per la Regione Veneto in primo luogo, di incidere sul processo normativo comunitario, con un forte coinvolgimento sia della Giunta sia del Consiglio regionali.

di Maria Antonietta Greco
Dirigente Regionale Presso La Direzione Delle Riforme Istituzionali E Processi Di Delega


 
Categoria↓
Saggi
Materia↓
Europa
Federalismo
Regione
La disciplina regionale sul demanio marittimo tra vincoli comunitari e legge statale

La necessità di adeguare l’ordinamento interno ai principi comunitari in tema di libertà di stabilimento e tutela della concorrenza, in particolare quelli contenuti nella Direttiva Bolkestein: da questa esigenza nascono i diversi interventi del legislatore statale e regionale in tema di occupazione e uso del demanio marittimo. Antonio Greco, professore a contratto di diritto pubblico, affronta un tema di estrema attualità, analizzando questo percorso a partire dal cosiddetto Decreto Milleproroghe, per poi passare al ruolo e alle attività poste in essere dalle regioni che, oggi, ancor più in ragione di quanto prevede l’articolo 19 della Legge delega sul Federalismo fiscale, sono chiamate a intervenire in materia. Greco si sofferma in particolare sulla legge regionale recentemente approvata dal Veneto che si presenta assai più articolata rispetto a quelle di altre realtà regionali. Vengono poi illustrati i punti sui quali la Commissione europea ha mosso ulteriori rilievi all’Italia, e la soluzione – “un nuovo e repentino, quanto timido intervento”, lo definisce Greco – elaborata a livello nazionale, con una circolare interpretativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Si evidenzia, quindi, la contraddittorietà di alcune censure di costituzionalità sollevati nei confronti di diverse leggi regionali, dal momento che – così è nel caso del Veneto – si riscontra “la piena conformità della normativa regionale alla successiva interpretazione offerta dalla circolare interpretativa del Ministero dei trasporti”. In realtà questa contraddizione può fungere da motivo, come suggerisce Greco, di una riflessione sulla “tenuta comunitaria” della legislazione nazionale. Si analizza, quindi, la “novella in itinere”, dal Decreto sviluppo al disegno di Legge Comunitaria, evidenziandone i punti ancora critici. Infine, si suggeriscono alcune possibili soluzioni a problemi tutt’ora aperti come, per il legislatore regionale, la definizione precisa di “arenile” e le questioni legate al diritto di superficie.

di Antonio Greco
Avvocato, Professore Di Diritto Pubblico All’Università Di Trieste