Domenica 23 Luglio 2017
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Editoriali
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Federalismo
Regione
La relazione della Commissione per le riforme costituzionali: gli aspetti relativi alle autonomie territoriali

È stata presentata a fine settembre al Presidente del Consiglio dei Ministri la Relazione finale della Commissione per le riforme costituzionali istituita con decreto dell’11 giugno 2013. Alla Commissione era stato assegnato il compito di formulare proposte di revisione della Parte Seconda della Costituzione, Titoli I, II, III e V, con riferimento alle materie della forma di Stato, della forma di Governo, dell’assetto bicamerale del Parlamento e delle norme connesse alle predette materie, nonché proposte di riforma della legislazione ordinaria conseguente, con particolare riferimento alla normativa elettorale.

di Luca Antonini
Direttore Scientifico Della Rivista Giuridica Della Regione Del Veneto "Il Diritto Della Regione", Luca Antonini è Avvocato E Professore Ordinario Di Diritto Costituzionale All’Università Di Padova. Presiede La Commissione Per L'attuazione Del Federalismo Fiscale Ed è Capo Dipartimento Per Le Riforme Costituzionali.


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Saggi
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Federalismo
Introduzione del Presidente della Corte dei conti Luigi Giampaolino al Convegno di Studi “Le condizioni per una spesa pubblica efficiente nella prospettiva del federalismo fiscale”


di Luigi Giampaolino
Presidente Della Corte Dei Conti


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Note
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Giurisprudenza
Legislazione
Il decalogo del buon amministratore. Florilegio della giurisprudenza della Cassazione Penale sui pubblici amministratori

Abstract: In questo saggio, il Procuratore della Repubblica di Venezia Luigi Delpino presenta un nuovo aggiornamento delle decisioni della Cassazione Penale in materia di Pubblica Amministrazione. SOMMARIO: Premessa: La nuova figura di «Induzione indebita a dare o promettere utilità» – A) Nozione e funzione della norma – B) Soggetto attivo e condotta punita; in particolare: l'induzione e le varie modalità del suo atteggiarsi – C) Una particolare forma di induzione individuata sotto il vigore del precedente testo dell'art. 317: la c.d. «concussione ambientale» – D) Elemento soggettivo; consumazione; tentativo; circostanza attenuante; concorso con altri reati – E) Differenze dal delitto ex art. 317 e questioni di diritto intertemporale – F) Pena ed istituti processuali

di Luigi Delpino
Procuratore Presso Il Tribunale Ordinario Di Venezia


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Federalismo
Spesa pubblica e decentramento fiscale


di Alessandra Staderini
Funzionario Presso Il Servizio Studi Di Struttura Economica E Finanziaria Della Banca D'Italia.


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La gestione associata di funzioni e servizi comunali, il manuale (Parte II)

Viene pubblicato in questo numero il secondo numero del manuale La gestione associata di funzioni e servizi comunali – Manuale d’uso – Seconda parte, la cui prima parte era stata pubblicata nel numero 1-2/2012. Il Manuale è stato realizzato con il contributo concesso dalla Regione del Veneto e la collaborazione scientifica della Direzione Regionale Enti Locali, Persone Giuridiche, Controllo Atti dal Dipartimento di Diritto Pubblico, Internazionale e Comunitario dell'Università di Padova all’interno del progetto “L’attuazione dell’obbligo di gestione associata di funzioni e servizi comunali”, che vede come partner Unindustria Treviso.

di Stefano Solari, Elisabetta Vigato, Gianluigi Sbrogio', Mario Vendramini
Stefano Solari: Professore Associato Di Economia Politica Presso Il Dipartimento Di Scienze Economiche E Aziendali Dell'Università Di Padova. Elisabetta Vigato: Dottore Di Ricerca In Diritto Costituzionale E Assegnista Di Ricerca Presso Il Dipartimento Di Diritto Pubblico, Internazionale E Comunitario Dell'Università Di Padova, Elisabetta Vigato è Autrice Di Diverse Pubblicazioni E Relatrice Di Conferenze E Seminari In Materia Di Federalismo Fiscale E Gestioni Associate Di Funzioni E Servizi Comunali. Gianluigi Sbrogiò: Consulente Area Contabile Per Kibernetes S.r.l., Silea (Tv). Mario Vendramini: Vice Segretario Comunale, Membro Del Nucleo Di Valutazione E Consulente Presso Enti Locali.


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Enti Locali
Federalismo
Spesa sanitaria e federalismo fiscale


di Carola Pagliarin
Professore Associato Confermato Di Contabilità Pubblica Presso Il Dipartimento Di Diritto Pubblico, Internazionale E Comunitario Dell'Università Degli Studi Di Padova


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Regione
Semplificazione in materia edilizia: problemi applicativi

Abstract: Il Testo Unico dell’edilizia, Dpr 380/2001, ha subito, nel corso degli anni, varie modifiche. Recentemente i maggiori dibattiti si sono concentrati su norme, estranee al DPR 380/2001, che tuttavia incidono pesantemente sulla disciplina edilizia. Di particolare interesse risulta essere la SCIA (introdotta dalla Legge 122/2010 di conversione del DL 78/2010) che ha reso necessaria, sin dall’inizio, una nota esplicativa del Ministero della semplificazione. Successivamente ulteriori disposizioni sono state dettate dalla Legge 106 del 12 luglio 2011 di conversione del D.L. 70/2011 e dalla Legge 35 del 4 aprile 2012 di conversione del DL 5/2012. Recenti sentenze della Corte Costituzionale hanno respinto i ricorsi presentati da alcune Regioni per conflitto di competenza in materia di governo del territorio. Ulteriori problemi applicativi emergono dal confronto tra la LR 61/1985 e la disciplina statale. Di recente il Legislatore è nuovamente intervenuto sul tema con il c.d. “Decreto del fare”. SOMMARIO: 1. Premessa – 2. Segnalazione certificata di inizio attività e materia edilizia – 3. Rapporto tra disciplina nazionale della SCIA e legislazione regionale – 4. Il caso veneto – 5. La tutela giurisdizionale del terzo - 6. La SCIA nel “Decreto del fare” – 7. Considerazioni critiche conclusive

di Francesca Martini E Monica Tomaello
Funzionari Della Regione Del Veneto In Servizio Presso La Direzione Urbanistica E Paesaggio


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Enti Locali
Federalismo
Gli strumenti operativi per la gestione degli enti locali: luci ed ombre nell'utilizzo degli strumenti societari


di Giorgio Orsoni
Sindaco Di Venezia


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Enti Locali
Federalismo
Regione
La ‘questione metropolitana’. Il caso del Veneto nel contesto europeo e globale

Nel contesto della globalizzazione e di un’economia della conoscenza, le città metropolitane costituiscono il motore per lo sviluppo. L’Unione europea, con la prossima programmazione 2014-2020, punterà molto sulle città per rilanciare lo sviluppo dell’Unione in un’ottica di sostenibilità e di sviluppo territoriale, destinando il 5% del Fesr a questo obiettivo. Tuttavia, le aree metropolitane in senso funzionale spesso non coincidono con le città metropolitane di diritto. In questa prospettiva, il saggio discute della ‘questione metropolitana’ nel contesto della riforma di riordino territoriale italiano (L.135/2012), con particolare riferimento al caso della Città metropolitana di Venezia. Questo costituisce un caso esemplare di non coincidenza della città metropolitana, definita a partire dalla provincia di Venezia, con l’area metropolitana policentrica (city region), che riguarda invece la regione del Veneto centrale, a partire dalle città di Padova, Treviso e Venezia (PaTreVe).

di Patrizia Messina
Professore Associato Di Scienza Politica Dell’Università Di Padova


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Enti Locali
Federalismo
Il ruolo della Corte dei Conti nelle audizioni parlamentari per i decreti attuativi del federalismo fiscale

E’ utile richiamare l’attenzione sulla circostanza che la Corte è stata ascoltata in Parlamento, sia alla Camera che al Senato, sul disegno di legge che ha dato luogo alla legge n.42 del 2009; le due audizioni, pur risalenti nel tempo, assumono significativo rilievo istituzionale e meritano di aprire questo intervento.

di Maurizio Meloni
Presidente Di Coordinamento Delle Sezioni Riunite In Sede Di Controllo Della Corte Dei Conti.


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Enti Locali
Federalismo
Regione
La città metropolitana: luci e ombre nella storia e nell’attualità di un ente da decenni atteso

Dopo aver ripercorso il tormentato itinerario della disciplina normativa della città metropolitana, l’articolo analizza le caratteristiche principali della normativa attuale, mettendo in evidenza le luci e le molte ombre dell’art. 18 del decreto legge n. 95/2012 e in particolare il suo vizio di fondo: quello di prevedere e disciplinare in modo uniforme la città metropolitana. In particolare, l’articolo si sofferma sugli organi della città metropolitana e sul potere statutario, muovendo dagli aspetti che caratterizzano la nuova istituzione dal punto di vista della definizione del territorio, ritenuta eccessivamente rigida, per poi sviluppare le riflessioni in ordine sia alle funzioni assegnate alle città metropolitane sia alle strutture umane e strumentali ad esse attribuite. Si mettono quindi in evidenza i punti di forza e di debolezza nel modello di governo della città metropolitana e si sviluppano considerazioni relative ai rapporti tra la città metropolitana e i comuni interni ed esterni all’area. L’ultimo punto di riflessione riguarda una visione complessiva del nuovo ente, ipotizzando alcune linee di prospettiva.

di Franco Pizzetti
Già Presidente Dell'Autorità Garante Per La Protezione Dei Dati Personali, Franco Pizzetti è Professore Ordinario Di Diritto Costituzionale A Torino, Docente Alla LUISS Di Roma E Direttore Del Digital Administration Innovation Centre (Dasic) Presso La Link University Di Roma


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Saggi
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Amministrazione
Enti Locali
Federalismo
Le condizioni per un recupero di efficienza nella gestione degli enti territoriali


di Giampietro Brunello
Amministratore Delegato Della Società Per Gli Studi Di Settore - SOSE.


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Idee e Opinioni
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Giurisprudenza
Legislazione
La Legge n. 190/2012. Aspetti generali e tutela del denunciante

Il presente contributo è il testo dell’intervento del Procuratore regionale Carmine Scarano in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario della Corte dei conti del Veneto 2013. In esso il Procuratore prende in esame la Legge 190 del 6 novembre 2012, recante disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione, denominata «legge anticorruzione». La mancanza di trasparenza ed ‘eticità’ nella governance, afferma Scarano, ha «un grave ritorno negativo sulla credibilità dell’intero sistema paese». Questa riforma si inserisce dunque nell’ottica di trasparenza e risanamento sostanziale del sistema Italia, «compromesso da una sistematica e diffusa attitudine corruttiva». Essa ha il fine primario di dare esecuzione agli obblighi derivanti dalla Convenzione ONU, detta Convenzione di Merida del 31 ottobre 2003, e dalla Convenzione di Strasburgo del 27 gennaio 1999, alle quali non è stata data attuazione nonostante siano state ratificate. La legge 190 del 2012, in effetti, più che essere un provvedimento specifico sulla corruzione e sui conseguenti reati penali, «è in realtà una legge sulla pubblicità dell’azione amministrativa, sulla disciplina degli incarichi, sui conflitti d’interesse e sulle incompatibilità dei pubblici dipendenti. Solo l’ultima parte prevede la riformulazione dei reati esistenti, l’introduzione di nuove fattispecie di illeciti penali e l’inasprimento delle sanzioni esistenti». Principi cardine sono dunque innanzitutto la responsabilizzazione (ad esempio con l’obbligo di denuncia, con la tutela del dipendente pubblico che denunci illeciti e con l’istituzione di «responsabili della prevenzione della corruzione» nell’ambito dei dirigenti di prima fascia), la prevenzione, il monitoraggio costante e la trasparenza, per garantire il buon andamento e l’imparzialità dell’Amministrazione previsti dall’art. 97 della nostra Costituzione.

di Carmine Scarano
Procuratore Regionale Della Corte Dei Conti Per Il Veneto


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Enti Locali
Giurisprudenza Contabile
Note a margine del giudizio di parificazione sul rendiconto generale della regione

Dopo il secondo giudizio di parificazione del rendiconto generale delle Regioni a statuto ordinario è possibile tracciare qualche riflessione sulle relative disposizioni del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito in legge 7 dicembre 2012, n. 213, che tale giudizio hanno previsto. La prima esperienza applicativa era intervenuta, per così dire, “in corsa”, senza che fosse trascorso nemmeno un anno dall'entrata in vigore delle norme e, dunque, fatalmente, in assenza di un completo processo di attuazione. Tutto ciò rendeva difficile dare una seria valutazione dei possibili esiti della riforma. Oggi, invece, in modo forse più realistico e ponderato, si può svolgere un'analisi critica della parifica regionale, nelle sue potenzialità e nella sua applicazione concreta.

di Carola Pagliarin
Professore Associato Confermato Di Contabilità Pubblica Presso Il Dipartimento Di Diritto Pubblico, Internazionale E Comunitario Dell'Università Degli Studi Di Padova


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Amministrazione
Giurisprudenza
Legislazione
Incontri di diritto amministrativo. Seminari formativi realizzati dalla Provincia di Treviso

Tutti gli attori della società italiana (dalle istituzioni agli operatori economici) ritengono da tempo che il rilancio dell’economia ed anche della qualità della vita passi attraverso una radicale modernizzazione della pubblica amministrazione, finalizzata alla riduzione dei costi di gestione della “macchina” e alla sua maggiore produttività in termini di atti e risultati, e tesa anche a ridurre i freni che l’intromissione della pubblica amministrazione stessa nelle attività private produce. Un’ulteriore voce di costo che è stata denunciata e che è presa di mira è quella del fenomeno della corruzione. Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli interventi normativi su tali fronti. Ne sono derivate profonde modificazioni all’assetto di istituti importanti quali la responsabilità del funzionario, i tempi del procedimento, la conferenza di servizi, gli incarichi dirigenziali, incarichi esterni, compatibilità con attività esterne, trasparenza. La massa di norme introdotte soprattutto nell’ultimo periodo impone il riordino del quadro normativo, essenziale per l’operatività di tutte le amministrazioni.

di Redazione


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Amministrazione
Giurisprudenza
Legislazione
Il decalogo del buon amministratore

Florilegio della giurisprudenza della Cassazione Penale sui pubblici amministratori Ventiquattresimo aggiornamento In questo saggio, il Procuratore della Repubblica di Venezia Luigi Delpino presenta un nuovo aggiornamento delle decisioni della Cassazione Penale in materia di Pubblica Amministrazione.

di Luigi Delpino
Procuratore Presso Il Tribunale Ordinario Di Venezia


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Enti Locali
Federalismo
I fabbisogni standard dei comuni

L’esigenza di calcolare i fabbisogni standard di spesa dei comuni nasce concretamente nel 2001 con la modifica del Titolo V della Costituzione. La nuova formulazione dell’articolo 119 prevede infatti che le risorse derivanti da tributi ed entrate proprie, compartecipazioni e trasferimenti perequativi consentano ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e alle Regioni di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite. Ciò che la Costituzione vuole garantire non è, ovviamente, il finanziamento della spesa effettivamente sostenuta dai comuni, e cioè la spesa storica, quanto la spesa “standard” che essi dovrebbero sostenere per fornire ai cittadini i servizi fondamentali. Il superamento del criterio della spesa storica a favore di quella standard, snodo cruciale nel processo di realizzazione del federalismo fiscale, ha trovato concreta attuazione con la legge delega n.42 del 2009 e con il successivo decreto legislativo n. 216 del 2010.

di Dino Rizzi - Michele Zanette
Dino Rizzi: Professore Ordinario Di Scienza Delle Finanze Presso Il Dipartimento Di Economia Dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Michele Zanette: Docente A Contratto Di Politica Economica I (Dipartimento Di Management) E Di Politica Economica II (Dipartimento Di Economia) Presso L’Università Ca’ Foscari Venezia.


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Giurisprudenza
Legislazione
Guida alla legge n. 228 del 2012 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" (Legge di stabilità 2013)

Analisi delle principali disposizioni di interesse per la finanza regionale A cura della Segreteria per il Bilancio - Direzione Risorse finanziarie della Giunta regionale del Veneto Premessa La legge di stabilità per il 2013 (legge 24 dicembre 2012, n. 228) si inserisce in un quadro di finanza pubblica per gli anni 2013-2015 che risente delle numerose manovre correttive che si sono susseguite a partire dalla metà del 2011. Il margine positivo tra la previsione tendenziale e l’obiettivo programmatico per l’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche, emerso nella nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanza (DEF) del settembre 2012, è stato impiegato dalla manovra finanziaria per circa 2,3 miliardi. L’intervento che pesa maggiormente sul saldo di finanza pubblica è la neutralizzazione delle misure sull’aumento delle aliquote IVA (circa 4,4 miliardi nel 2013). Sul fronte del contributo alla manovra, invece, non è stato ridotto bensì aumentato lo sforzo richiesto alle amministrazioni locali in termini di patto di stabilità e di riduzione del finanziamento per la sanità. Se si considerano gli effetti sul 2013 delle manovre degli ultimi anni, dal decreto legge 78/2010 fino alla legge 228/2013, notevole è il contributo al risanamento richiesto agli enti territoriali soprattutto in termini di riduzione delle spese (58% dell’aggiustamento totale realizzato sulle spese nel 2013). La correzione conseguita mediante un aumento delle entrate è stata invece quasi totale appannaggio delle Amministrazioni dello Stato (il 92% dell’aggiustamento totale realizzato sulle entrate nel 2013). Se si considerano le sole Regioni, su di esse nel triennio 2013-2015 ricade quasi la metà della correzione sulle spese, mentre sul lato delle entrate registrano una variazione pari in media all’8% di quella complessiva. Il lavoro intende tracciare un quadro delle principali disposizioni di interesse per la finanza regionale, e per il Veneto in particolare, contenute nella legge di stabilità per il 2013 che, assieme a quelle introdotte dai provvedimenti emanati nel 2011 e dal decreto legge 95/2012 (c.d. Spending review, c.n.v. L. 135/2012), definiscono il quadro di finanza pubblica per gli anni 2013-2015. Tra le principali disposizioni introdotte dalla legge di stabilità per il 2013 si ricordano, come già anticipato, l’ulteriore stretta al patto di stabilità degli enti territoriali per complessivi 1,95 miliardi nel 2013 e la riduzione del concorso statale al finanziamento sanitario di ulteriori 600 milioni per il 2013 e 1.000 milioni dal 2014, che si aggiunge al taglio introdotto dal DL 95/2012 di 1.800 milioni per il 2013, 2.000 per il 2014 e 2.100 dal 2015. Sul fronte degli impieghi, si ricorda la costituzione del fondo per il finanziamento del trasporto pubblico locale, che ha ridotto la disponibilità di risorse libere per le Regioni.

di Direzione Risorse Finanziarie Della Regione Veneto


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Amministrazione
Enti Locali
Regione
Commento alla Legge regionale 19 marzo 2013, n. 2 - “Norme di semplificazione in materia di igiene, medicina del lavoro, sicurezza del lavoro, sanità pubblica e altre disposizioni per il settore sanitario” (BUR 22 marzo 2013, n. 27)

La legge in questione, di iniziativa giuntale, è composta da tredici articoli. Essa si pone come obbiettivo quello di semplificare le certificazioni sanitarie e le autorizzazioni in materia di igiene, medicina del lavoro e sanità pubblica riconosciute prive di documentata efficacia per la tutela della salute pubblica. In tale prospettiva si colloca la legge regionale in commento che cerca di dettare delle misure finalizzate a garantire l’efficienza del Servizio sanitario regionale, eliminando in modo significativo le procedure amministrative, ormai ritenute obsolete, al solo fine di contenere i costi sostenuti dallo stesso Servizio e di ridurre gli obblighi posti a carico degli operatori sanitari e dei cittadini.

di Luca Rosa Bian
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto


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Amministrazione
La funzione di internal auditing nella Pubblica Amministrazione

La riforma della Pubblica Amministrazione culminata con il nuovo sistema dei controlli delineato dal D.lgs. n. 286/99, ha introdotto nel settore pubblico logiche e principi propri dell’auditing del settore privato. In particolare il legislatore ha voluto orientare l’agire amministrativo verso un’ottica aziendalistica, per individuare gli obiettivi gestionali ed economici, verificare il raggiungimento degli stessi e, contestualmente, garantire la legittimità ed il buon andamento dell’agire amministrativo. Questo il tema sul quale si focalizza l’intervento di Alessandro Camarda, il quale analizza anche l’approccio comunitario, affermando che “i principi di funzionamento dei fondi strutturali possono rappresentare un’importante opportunità d’innovazione dell’Amministrazione italiana consentendo di veicolare una più consapevole cultura dei controlli ed affinare le tecniche di internal auditing”.

di Alessandro Camarda
Funzionario Della Direzione Attività Ispettiva E Vigilanza Settore Socio-Sanitario Veneto Del Consiglio Regionale Del Veneto


 
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Giurisprudenza Amministrativa
Il danno all'immagine pubblica

Per le pubbliche amministrazioni “il bene immagine è fondamentale, perché negli Stati contemporanei democratici esso contribuisce a garantire il rispetto reciproco tra i cittadini e le istituzioni, o tra i governanti e i governati, che è condizione per il corretto funzionamento della democrazia e delle sue regole”. È quanto scrive Alberto Mingarelli, Vice Procuratore Generale presso la Procura regionale per il Veneto della Corte dei Conti, in questo commento a una recente e innovativa sentenza della Sezione giurisdizionale della Toscana, in materia di danno all’immagine pubblica. La sentenza affronta un’ipotesi di danno all’immagine dello Stato in presenza di un reato diverso da quelli contro la Pubblica amministrazione che, secondo un primo orientamento delle sezioni giurisdizionali della Corte dei Conti, sembravano gli unici risarcibili, giungendo a una conclusione diversa. La sentenza della Sezione giurisdizionale toscana, oltre a rifarsi a un principio di autonomia, in base al quale il giudice conserva “il potere-dovere di interpretare in piena autonomia”, ridimensiona la decisione della Corte costituzionale che nel 2010 era intervenuta in merito, e mette in rilievo che il bene immagine deve essere tutelato sempre e comunque, non solo nei casi dei reati contro la Pubblica amministrazione. Sarebbe, quindi, illogica l’esclusione della risarcibilità del danno all’immagine per tutti i reati comuni, come nel caso esaminato in questa nota. Come scrive Mingarelli, “i reati comuni possono apparire anche più odiosi e lesivi della fiducia nelle istituzioni dei cittadini degli stessi reati contro la pubblica amministrazione, che certo non meritano sconti.”

di Alberto Mingarelli
Vice Procuratore Generale Presso La Procura Regionale Per Il Veneto Della Corte Dei Conti


 
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Giurisprudenza Amministrativa
Appalti con lavoro a progetto

Di lavoro e di retribuzioni si occupa la nota di Massimo Spagnuolo ad una sentenza del Consiglio di Stato del novembre del 2010. La possibilità di corrispondere al personale assunto con contratto a progetto una retribuzione non vincolata ai contratti nazionali per il lavoro subordinato è alla base della decisione del Consiglio di Stato di dichiarare illegittima l’esclusione di una società da una gara di appalto, di cui era risultata vincitrice. La vicenda: un Comune aveva indetto una gara di appalto per affidare un servizio quadriennale. Una società aveva vinto la gara perché la sua offerta risultava la più conveniente. La Commissione di gara decideva poi di verificare come mai quell’offerta fosse così economica rispetto alle altre. La stessa commissione disponeva di escludere dalla gara la società che aveva vinto, poiché “non risultava congrua sotto il profilo economico del personale”: si riteneva infatti che le retribuzioni dovute al personale non potessero essere inferiori ai minimi salariali previsti nel contratto collettivo nazionale di lavoro del settore commercio applicato dalla Società ai propri lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato. Ma il Consiglio di Stato ha poi ritenuto illegittima questa decisione, e la società è stata risarcita, dal momento che nel frattempo il servizio era terminato.

di Massimiliano Spagnuolo
Segretario Generale E Direttore Generale Del Comune Di Cavarzere (Ve) E Brendola (Vi), è Inoltre Membro Del Centro Italiano Di Ricerca Giuridico Amministrativa (C.I.R.G.A.)


 
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Enti Locali
Federalismo
Regione
Osservatorio dei provvedimenti normativi statali d’interesse per la finanza regionale luglio-settembre 2011



di Direzione Risorse Finanziarie Della Regione Veneto