Venerdì 24 Novembre 2017
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Federalismo


Il 24 ottobre 2011 si è tenuto a Venezia il Convegno di studi, organizzato dalla Corte dei conti (Sezione del Veneto) con il contributo della Regione del Veneto, “Le condizioni per una spesa pubblica efficiente nella prospettiva del federalismo fiscale”. Al Convegno, di cui si trova qui di seguito il programma scaricabile in pdf, hanno partecipato autorevoli relatori appartenenti al mondo delle istituzioni, dell’università, dell’imprenditoria e della società civile del Veneto e non solo. Il “Diritto della Regione” ha deciso di dedicare questo numero della rivista al Convegno, riproponendo molti suoi interventi, nella convinzione che essi costituiscano un contributo prezioso al dibattito sul tema che è stato al centro dei lavori.

di Redazione


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La gestione associata di funzioni e servizi comunali, il manuale (Parte II)

Viene pubblicato in questo numero il secondo numero del manuale La gestione associata di funzioni e servizi comunali – Manuale d’uso – Seconda parte, la cui prima parte era stata pubblicata nel numero 1-2/2012. Il Manuale è stato realizzato con il contributo concesso dalla Regione del Veneto e la collaborazione scientifica della Direzione Regionale Enti Locali, Persone Giuridiche, Controllo Atti dal Dipartimento di Diritto Pubblico, Internazionale e Comunitario dell'Università di Padova all’interno del progetto “L’attuazione dell’obbligo di gestione associata di funzioni e servizi comunali”, che vede come partner Unindustria Treviso.

di Stefano Solari, Elisabetta Vigato, Gianluigi Sbrogio', Mario Vendramini
Stefano Solari: Professore Associato Di Economia Politica Presso Il Dipartimento Di Scienze Economiche E Aziendali Dell'Università Di Padova. Elisabetta Vigato: Dottore Di Ricerca In Diritto Costituzionale E Assegnista Di Ricerca Presso Il Dipartimento Di Diritto Pubblico, Internazionale E Comunitario Dell'Università Di Padova, Elisabetta Vigato è Autrice Di Diverse Pubblicazioni E Relatrice Di Conferenze E Seminari In Materia Di Federalismo Fiscale E Gestioni Associate Di Funzioni E Servizi Comunali. Gianluigi Sbrogiò: Consulente Area Contabile Per Kibernetes S.r.l., Silea (Tv). Mario Vendramini: Vice Segretario Comunale, Membro Del Nucleo Di Valutazione E Consulente Presso Enti Locali.


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Il progetto di istituzione della città metropolitana di Venezia. Tre modifiche essenziali per farlo partire

Il Presidente della Provincia di Venezia Francesca Zaccariotto, pur riconoscendo alle previsioni della Spending review il merito di aver restituito attualità al tema del governo delle «concentrazioni urbane» di cui si discute sin dal 1990, evidenzia però alcuni punti di debolezza del progetto di istituzione delle Città metropolitane, sottolineando la necessità di correggere l’impianto normativo per renderlo veramente efficace. Alla luce di queste criticità, Zaccariotto avanza tre correzioni essenziali da apportare alla disciplina attuale. La prima riguarda la dimensione territoriale: essa deve essere flessibile e modellata sulle diverse esigenze e specificità di ciascuna area geografica. La seconda correzione ha a che fare con le funzioni: è riduttivo pensare che la peculiarità di una città metropolitana discenda dall’esercizio delle funzioni «di area vasta». Per essere realmente utile, la città metropolitana dovrebbe essere dotata di specifiche competenze, sottratte a Stato e Regioni o, in alcuni casi, in concorso con esse, finalizzate allo sviluppo economico. L’ultima modifica riguarda il sistema di scelta della governance del nuovo ente e le modalità di elezione degli organi di governo: una disciplina elettorale di tipo indiretto sarebbe «in palese contrasto con l’art. 5 della Costituzione». Bisogna dunque bisogna puntare su un sistema di elezione che garantisca l’effettiva rappresentanza degli interessi del territorio con l’investitura diretta della comunità metropolitana. Oltre a tutto questo, secondo Zaccariotto è fondamentale evitare il pericolo che la Città metropolitana divenga il luogo di rappresentanze lobbistiche che possano determinare scelte importanti in materia di economia, trasporti, rifiuti, sviluppo strategico dell’area, dal momento che, «in fondo, l’argomento Città metropolitana prima che giuridico, è un tema di valenza politico-economica e sociale».

di Francesca Zaccariotto
Presidente Della Provincia Di Venezia


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Il nuovo inquadramento della funzione del governo del territorio nella riforma costituzionale: implicazioni sulla legislazione regionale vigente e futura

La nozione di governo del territorio è stata elaborata dalla dottrina, ancor prima della Riforma del Titolo V del 2001, per indicare l’insieme degli istituti relativi alla regolamentazione, al controllo alla gestione e all’uso del territorio. Diversi autori hanno evidenziato lo stretto legame innanzitutto tra l’urbanistica e l’edilizia , cardini principali del governo del territorio, nonché il delicato sistema di pesi e contrappesi necessario per “assicurare un equilibrio dinamico fra tutte le amministrazioni e gli enti variamente competenti ad incidere con le proprie decisioni sull’assetto del territorio” . I diritti e i valori costituzionali coinvolti, inoltre, sono facilmente intuibili: non solo la libertà di iniziativa economica, il diritto di proprietà, la tutela del paesaggio e del patrimonio artistico, ma anche, più in generale, la tutela dell’individuo nella sua dimensione relazionale, il principio di uguaglianza, il diritto alla salute, nonché la riserva di legge per l’imposizione di prestazioni patrimoniali e il principio di capacità contributiva con riguardo alla contribuzione dei proprietari agli oneri di urbanizzazione e alle relative spese.

di Prof. Luca Antonini - Dott. Matteo De Nes
Prof. Avv. Luca Antonini: Direttore Scientifico Della Rivista Giuridica Della Regione Del Veneto €Il Diritto Della Regione”, Luca Antonini è Avvocato E Professore Ordinario Di Diritto Costituzionale All’Università Di Padova. Presiede La Commissione Per L'attuazione Del Federalismo Fiscale. Dott. Matteo De Nes: Dottorando In Diritto, Mercato E Persona. Dipartimento Di Economia, Università Ca' Foscari.


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Legislazione
La Legge n. 190/2012. Aspetti generali e tutela del denunciante

Il presente contributo è il testo dell’intervento del Procuratore regionale Carmine Scarano in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario della Corte dei conti del Veneto 2013. In esso il Procuratore prende in esame la Legge 190 del 6 novembre 2012, recante disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione, denominata «legge anticorruzione». La mancanza di trasparenza ed ‘eticità’ nella governance, afferma Scarano, ha «un grave ritorno negativo sulla credibilità dell’intero sistema paese». Questa riforma si inserisce dunque nell’ottica di trasparenza e risanamento sostanziale del sistema Italia, «compromesso da una sistematica e diffusa attitudine corruttiva». Essa ha il fine primario di dare esecuzione agli obblighi derivanti dalla Convenzione ONU, detta Convenzione di Merida del 31 ottobre 2003, e dalla Convenzione di Strasburgo del 27 gennaio 1999, alle quali non è stata data attuazione nonostante siano state ratificate. La legge 190 del 2012, in effetti, più che essere un provvedimento specifico sulla corruzione e sui conseguenti reati penali, «è in realtà una legge sulla pubblicità dell’azione amministrativa, sulla disciplina degli incarichi, sui conflitti d’interesse e sulle incompatibilità dei pubblici dipendenti. Solo l’ultima parte prevede la riformulazione dei reati esistenti, l’introduzione di nuove fattispecie di illeciti penali e l’inasprimento delle sanzioni esistenti». Principi cardine sono dunque innanzitutto la responsabilizzazione (ad esempio con l’obbligo di denuncia, con la tutela del dipendente pubblico che denunci illeciti e con l’istituzione di «responsabili della prevenzione della corruzione» nell’ambito dei dirigenti di prima fascia), la prevenzione, il monitoraggio costante e la trasparenza, per garantire il buon andamento e l’imparzialità dell’Amministrazione previsti dall’art. 97 della nostra Costituzione.

di Carmine Scarano
Procuratore Regionale Della Corte Dei Conti Per Il Veneto


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Giurisprudenza
Legislazione
Incontri di diritto amministrativo. Seminari formativi realizzati dalla Provincia di Treviso

Tutti gli attori della società italiana (dalle istituzioni agli operatori economici) ritengono da tempo che il rilancio dell’economia ed anche della qualità della vita passi attraverso una radicale modernizzazione della pubblica amministrazione, finalizzata alla riduzione dei costi di gestione della “macchina” e alla sua maggiore produttività in termini di atti e risultati, e tesa anche a ridurre i freni che l’intromissione della pubblica amministrazione stessa nelle attività private produce. Un’ulteriore voce di costo che è stata denunciata e che è presa di mira è quella del fenomeno della corruzione. Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli interventi normativi su tali fronti. Ne sono derivate profonde modificazioni all’assetto di istituti importanti quali la responsabilità del funzionario, i tempi del procedimento, la conferenza di servizi, gli incarichi dirigenziali, incarichi esterni, compatibilità con attività esterne, trasparenza. La massa di norme introdotte soprattutto nell’ultimo periodo impone il riordino del quadro normativo, essenziale per l’operatività di tutte le amministrazioni.

di Redazione


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Federalismo
Regione
Temi dello Statuto
Unità nazionale e autonomia della Regione

In occasione dell’approvazione dello Statuto veneto, l’autore riprende l’intervento tenuto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Montecitorio il 17 marzo 2011, e il discorso d’insediamento del primo Presidente del Consiglio della Regione Veneto, Vito Mario Orcalli, pronunciato il 6 luglio 1970.

di Romano Morra
Capo Di Gabinetto Del Comune Di Venezia


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Federalismo
Per una biografia del federalismo

Consideriamo utile tracciare una sorta di “biografia del federalismo”, una ricerca storica di quella forma di governo di uno Stato che, in modalità differenti, si è concretizzata nel corso dei secoli e nelle diverse regioni del mondo sempre, però, mantenendo, il suo tratto distintivo nella divisione delle competenze e nella conseguente responsabilizzazione delle parti coinvolte, fossero esse Stati e potestà federate o popolazioni e culture incluse in un unico Stato. Un’operazione, questa sintesi a un tempo storico-giuridica, sociale a politica, tutt’altro che semplice e che non può prescindere, in aggiunta, da un’analisi complessa sull’efficacia o meno delle politiche federaliste attuate e tuttora in vigore nei diversi Paesi.

di Erminio Vanin
Giornalista


 
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‘Appunti sul federalismo’. Il federalismo in Germania

Se si esclude il periodo della dittatura nazionalsocialista e la parentesi della DDR, Repubblica Democratica Tedesca, a caratterizzare la storia della Germania sono state diverse forme di pluralismo organizzativo succedutesi nei secoli. Vari tipi di strutture federalistiche hanno svolto un ruolo importante nella sua storia ed è indubbio che la tradizione federalista tedesca abbia antiche origini. A partire dal medioevo, quando al posto di un forte Stato nazionale centrale si affermarono soluzioni di decentramento politico e amministrativo. A favorirle durante il Sacro Romano Impero della Nazione Germanica (Heiliges Römisches Reich Deutscher Nation) fu il notevole frazionamento di quest’ultimo: il vero potere era in capo ai principali ducati e regni, quali Sassonia, Franconia, Baviera e Alemannia, e l’attribuzione del titolo imperiale, che spesso esprimeva una supremazia preminentemente simbolica, sortiva comunque da una sorta di intesa tra i nobili che si disputavano la corona.

di Erminio Vanin
Giornalista