Giovedì 21 Settembre 2017
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La giurisprudenza costituzionale impone un percorso di superamento dei tagli lineari, ma il Governo non perde il vizio

1.1. La giurisprudenza costituzionale “inascoltata” 2.1. Il Governo insiste con i tagli lineari: le manovre “alla napoletana”. 2.2. Dal taglio lineare al taglio demenziale: premiata la Sicilia e punito il Veneto. 3. Una via di uscita per il ritorno alla razionalità nelle politiche di spendig review.

di Luca Antonini
Direttore Scientifico Della Rivista Giuridica Della Regione Del Veneto "Il Diritto Della Regione", Luca Antonini è Avvocato E Professore Ordinario Di Diritto Costituzionale All’Università Di Padova. Presiede La Commissione Per L'attuazione Del Federalismo Fiscale Ed è Capo Dipartimento Per Le Riforme Costituzionali.


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Giurisprudenza Costituzionale
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale. Pronunce d’interesse per le Regioni ordinarie depositate nel periodo maggio-giugno 2012

Abstract: Nel periodo maggio-giugno 2012 le decisioni della Corte costituzionale, d’interesse per le Regioni a statuto ordinario, sono state venti, di cui dieci a seguito di ricorsi promossi dallo Stato nei confronti di leggi regionali, una a seguito di rimessione in via incidentale da parte del Tribunale di Trieste nei confronti di una legge della Regione Friuli-Venezia Giulia, nove a seguito di ricorsi promossi dalle Regioni nei confronti di normativa statale, in particolare nei confronti di disposizioni contenute nel decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, in legge 30 luglio 2010, n. 122 (sentenze 139, 148, 151 e 164) e nel decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, in legge 15 luglio 2011, n. 111 (sentenze 121, 144, 147 149 e 163). Le pronunce hanno riguardato le materie concernenti la tutela dell’ambiente (sentenze 114, 116, 139 158, 159 e 160), l’ordinamento civile (sentenze 114, 141, 148, 149 151), la tutela della salute (sentenza 129), il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario (sentenze 121, 131, 144, 148 e 161), l’istruzione (sentenza 147), l’ordinamento della comunicazione (sentenza 163). Le sentenze 115 e 131 hanno censurato disposizioni regionali, rispettivamente del Friuli-Venezia Giulia e della Calabria, con riferimento all’art. 81 della Costituzione per il mancato rispetto dell’obbligo di copertura finanziaria delle leggi, mentre la sentenza 164 ha sindacato una disposizione contenuta nel decreto-legge n. 78 del 2011 con riferimento alla competenza statale a determinare i livelli essenziali delle prestazioni (LEP).

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto


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Giurisprudenza Costituzionale
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale. Pronunce d’interesse per le Regioni ordinarie depositate nel periodo luglio – agosto 2012

Abstract: Nel mese di luglio 2012 le decisioni della Corte costituzionale d’interesse per le Regioni sono state venti. Di queste, una è stata pronunciata per dirimere un conflitto di attribuzioni proposto dalla Provincia autonoma di Trento nei confronti del d.P.R n. 139 del 2010, che regolamenta il procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interenti di lieve entità. Sono invece otto le decisioni conseguenti a ricorsi promossi dallo Stato nei confronti di disposizioni regionali ed una a seguito di rimessione in via incidentale da parte di un giudice amministrativo. Le rimanenti dieci pronunce hanno sindacato la normativa statale e, in particolare, 4 hanno riguardato disposizioni contenute nel decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, in legge 30 luglio 2010, n. 122, 2 sentenze hanno sindacato disposizioni del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, in legge 15 luglio 2011, n. 111, mentre le rimanenti 4 sentenze sono state pronunciate con riferimento a disposizioni del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. Le decisioni hanno riguardato le materie concernenti la tutela dell’ambiente (sent. 171), la concorrenza (sent. 200), l’ordinamento civile (sent. 173, 213 e 215), la tutela della salute (sent. 187), il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario (sent. 173, 198, 211, 212 e 215), il commercio (sent. 183), la protezione civile (sent. 201). Le decisioni pronunciate con riferimento all’art. 81 della Costituzione per il mancato rispetto dell’obbligo di copertura finanziaria delle leggi sono state 3 (sent. 192, 212 e 214), mentre 2 hanno riguardato la competenza statale in tema di livelli essenziali delle prestazioni (LEP). Di interesse la decisione n. 191 che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, per violazione dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario, di una norma regionale diretta a promuovere i prodotti regionali garantendone l’origine, e la sentenza n. 199 che ha accolto le censure sollevate da alcune Regioni nei confronti di una disposizione statale che, in violazione dell’art. 75 della Costituzione, ha riproposto una nuova disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica che riproduce, nella sostanza, analoga disciplina contenuta nell’art. 23-bis del decreto legge n. 112 del 2008, abrogata a seguito di referendum. Nel mese di agosto non risultano depositi di sentenze della Corte costituzionale.

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto


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Giurisprudenza Costituzionale
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale. Pronunce d’interesse per le Regioni ordinarie depositate nel periodo settembre-ottobre 2012

Abstract: Nel periodo settembre-ottobre 2012 le decisioni della Corte costituzionale d’interesse per le Regioni a statuto ordinario sono state otto, delle quali tre a seguito di rimessione in via incidentale, due a seguito di ricorsi promossi dallo Stato e due conseguenti ricorsi promossi dalle Regioni (in entrambi i casi la Regione Toscana), nei confronti dello Stato. Una sentenza, la n. 241, ha riguardato esclusivamente questioni relative a violazioni, da parte di normativa statale, delle prerogative di autonomia riconosciute alle Regioni a statuto speciale. Le sentenze, n. 226 e n. 231, non sono invece entrate nel merito delle questioni sollevate dallo Stato nei confronti di disposizioni regionali, rispettivamente della Puglia e della Calabria, poiché dichiarate infondate nel merito, così come la sentenza n. 234 con riferimento a censure sollevate dalla Regione Sicilia nei confronti di disposizioni statali. Una sola pronunciata ha riguardato un conflitto di attribuzioni, dichiarato peraltro inammissibile, proposto dalla Provincia autonoma di Bolzano nei confronti di un decreto di un Ufficio statale della Presidenza del Consiglio dei ministri. Si segnala la sentenza n. 236 che ha sindacato una disposizione della Regione Puglia avendo come riferimento la tutela del diritto alla salute, protetto e garantito dall’art. 32 della Costituzione. Sentenza 13 settembre 2012, n. 217 – (giudizio promosso dal Presidente del Consiglio dei ministri c/Regione Friuli-Venezia Giulia)

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto


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Giurisprudenza Costituzionale
Una pronuncia della Corte costituzionale che riporta alla nozione costituzionale di perequazione e solidarietà: l’incostituzionalità parziale del Piano Sud

Questo contributo intende individuare il significato di perequazione “verticale” e “orizzontale”. Dopo aver illustrato la fattispecie oggetto della sentenza in commento, si analizzano le regole di perequazione fiscale riparatorie degli squilibri geo-economici individuati dalla dottrina e dalla giurisprudenza. Infine, si approfondiscono le problematiche affrontate dalla Corte. In particolare, l’interesse ad agire nei ricorsi regionali e le ipotesi di “intervento speciale” tassativamente previste.

di Tania Scarabel
Dottoranda Di Ricerca In Diritto Costituzionale, Università Degli Studi Di Padova


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Giurisprudenza Costituzionale
La giurisprudenza della Corte costituzionale nelle materie di interesse delle Regioni; novembre – dicembre 2012

Nell’anno 2012, su un totale di 316 provvedimenti (tra sentenze ed ordinanze), depositati dalla Corte costituzionale, senza considerare quelle che hanno riguardato le Regioni speciali per questioni esclusivamente attinenti ai propri Statuti di autonomia, sono 100 le sentenze d’interesse per le Regioni a statuto ordinario. Nel complesso 59 sono state le decisioni rese dalla Consulta a seguito di ricorsi statali nei confronti di leggi regionali, 32 le decisioni conseguenti a ricorsi promossi dalle Regioni e Province autonome, 9 le pronunce emesse a seguito di rinvio, in via incidentale, da parte di autorità giurisdizionali. Per quanto riguarda il periodo novembre – dicembre 2012 le pronunce che hanno riguardato normativa regionale sono state 14, delle quali 12 a seguito di impugnazioni in via principale da parte dello Stato e 2 in conseguenza di rinvio in via incidentale da parte di giudici amministrativi. Nello stesso periodo sono state invece 8 le decisioni riguardanti normativa statale a seguito di ricorsi promossi da alcune Regioni. Di particolare interesse la sentenza n. 299 del 2012, che ha dichiarato non fondate le censure sollevate da alcune Regioni nei confronti di una disposizione statale che ha eliminato l’obbligo di chiusura domenicale e festiva ed il rispetto degli orari di chiusura e di apertura degli esercizi commerciali, ritenendo prevalente la competenza esclusiva statale in materia di “tutela della concorrenza” anziché quella residuale delle Regioni in materia di “commercio”. Si segnala anche la sentenza n. 311 del 2012, con la quale sono state dichiarate non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate da alcune Regioni nei confronti delle disposizioni statali che hanno sospeso, sino al 31 dicembre 2014, il sistema di tesoreria unica c.d. “mista”.

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto


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Giurisprudenza Costituzionale
La giurisprudenza della Corte costituzionale nelle materie di interesse delle Regioni; gennaio – febbraio 2014

Nel primo bimestre del 2014, su un totale di 34 provvedimenti depositati dalla Corte costituzionale, sono 10 le sentenze d’interesse per le Regioni. Due sentenze riguardano ricorsi promossi dalle Regioni e Province autonome avverso normativa statale, in particolare la sentenza n. 22, dell’11 febbraio, nei confronti del decreto legge n. 95 del 2012 che, modificando il decreto legge n. 78 del 2010, è intervenuto in materia di disciplina delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane, e la sentenza n. 28 del 25 febbraio con la quale sono state dichiarate non fondate alcune questioni di legittimità costituzionale sollevate nei confronti del decreto legge n. 83 del 2012 (cosiddetto decreto sviluppo). Solo una sentenza, la n. 13 del 30 gennaio, è stata pronunciata a seguito di ricorso promosso in via incidentale dal TAR della Campania, mentre le restanti 7 decisioni riguardano ricorsi promossi in via principale dal Presidente del Consiglio dei ministri avverso leggi regionali, in particolare delle Regioni Toscana, con 2 sentenze, Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Abruzzo, Molise e una legge della Provincia autonoma di Bolzano. Le materie interessate dalle pronunce hanno riguardato: la tutela della concorrenza, l’ordinamento tributario, la formazione professionale, la tutela della salute, l’energia, l’ordinamento civile, le funzioni fondamentali degli enti locali, nonché la violazione lei principi di buon andamento ed efficacia dell’azione amministrativa garantiti dall’art. 97 della Costituzione e la violazione del principio della previa copertura delle leggi di spesa che trova fondamento nell’articolo 81 della Carta fondamentale.

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto


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Giurisprudenza Costituzionale
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale

Nel periodo ottobre – dicembre 2011 sono solo 14 le sentenze d’interesse per le Regioni a statuto ordinario su un totale di 81 provvedimenti depositati nel medesimo periodo dalla Corte Costituzionale. Delle 14 sentenze, 8 sono state pronunciate a seguito di ricorsi promossi in via principale dal Presidente del Consiglio dei ministri; 3 a seguito di remissioni in via incidentale da parte di giudici ordinari ed amministrativi; 2 a seguito di ricorsi per conflitto di attribuzione (il primo promosso dalla Regione Puglia nei confronti di un provvedimento adottato dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio con il quale è stata disposta la nomina di un Commissario straordinario di un Ente Parco nazionale; l’altro promosso dallo Stato nei confronti di una delibera della Giunta regionale del Veneto con la quale è stata disciplinata la caccia in deroga nel territorio regionale per la stagione venatoria 2010/2011). Una sola decisione, la numero 330, ha riguardato normativa statale, in particolare un articolo del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, a seguito di ricorso promosso dalla Regione Toscana.

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto


 
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Giurisprudenza Costituzionale
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale

Nel periodo maggio – settembre 2011 si segnalano 23 sentenze d’interesse per le Regioni a statuto ordinario delle quali: 15 a seguito di ricorsi promossi in via principale dal Presidente del Consiglio dei ministri, 6 conseguenti a ricorsi promossi dalle Regioni e Province autonome nei confronti di leggi statali, 2 promossi in via incidentale da giudici amministrativi. Nessuna decisione risulta depositata nel mese di agosto. Le materie maggiormente interessate dalle pronunce di questo periodo riguardano la tutela dell’ambiente e in particolare, in più casi, per le interferenze esistenti tra questa materia e la materia della caccia attribuita alla competenza residuale delle Regioni, e la materia della produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia. Le leggi regionali portate al vaglio della consulta hanno interessato quasi tutte le Regioni, con esclusione dell’Emilia-Romagna, Umbria, Lazio e Molise. La normativa statale impugnata dalle Regioni ha riguardato il decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105 (Misure urgenti in materia di energia), a seguito di ricorsi promossi dalle Regioni Toscana e Puglia, e dalla Provincia autonoma di Trento, e il decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e competitività economica), a seguito di distinti ricorsi promossi dalle Regioni Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Puglia, che hanno interessato le materie: energia, ordinamento contabile dello stato, ordinamento civile e la violazione del principio di sussidiarietà di cui all’art. 118 della Cost. Una pronuncia ha definito un conflitto di attribuzione tra enti, promosso dalla Regione Puglia, sorto a seguito di alcuni decreti del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio con i quali è stata disposta la nomina di un Commissario straordinario di un Ente Parco nazionale.

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto


 
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Giurisprudenza Costituzionale
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale dopo la riforma del titolo V della Costituzione nelle materie di interesse delle regioni

Parallelamente all’Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale dopo la riforma del Titolo V della Costituzione nelle materie di interesse delle Regioni ordinarie, che la nuova versione telematica della Rivista consente di monitorare tempestivamente con riferimento all’anno in corso, nel presente numero della Rivista si pubblica l’analisi della giurisprudenza costituzionale riferita all’anno 2010 per portare a completamento l’esame dell’intera giurisprudenza d’interesse per le Regioni, successiva alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, iniziata con il numero n. 3-4 del maggio - agosto 2006. In questo numero l’Osservatorio prende ad esame il periodo luglio - ottobre 2010 nel quale si segnalano 21 sentenze della Corte Costituzionale d’interesse per le Regioni e Province autonome, e nel quale sono stati 10 i giudizi conclusi con ordinanza dei quali 8 estinti per rinuncia, 1 dichiarato manifestamente inammissibile, ed 1 rimesso al giudice a quo perché rivaluti la questione alla luce della normativa sopravvenuta. Solo la sentenza n. 278, a seguito di distinti ricorsi promossi da ben undici Regioni, prende in esame normativa statale, in particolare la legge 23 luglio 2009, n. 99 (Disposizioni per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia), affrontando la problematica dell’energia nucleare e della possibilità per le Regioni di intervenire in materia. Le rimanenti 20 pronunce hanno interessato normativa regionale disciplinante, in particolare, le materie della caccia, del commercio, dell’accesso al pubblico impiego, della comunicazione e dell’ambiente. D’interesse anche la sentenza n. 246 che ha esaminato le censure sollevate da una Regione nei confronti dell’iter procedimentale delle leggi statali dirette a consentire il distacco dei Comuni o Province da una Regione ad un’altra ai sensi dell’articolo 132 della Costituzione e la sentenza n. 289 che prende posizione in merito alla legittimità delle c.d. leggi-provvedimento.

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto


 
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Giurisprudenza Costituzionale
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale

Nei mesi di maggio e giugno 2010 si segnalano 30 sentenze della Corte Costituzionale d’interesse per le Regioni e Province autonome, oltre la sentenza n. 199 che ha dichiarato cessata la materia del contendere, la sentenza n. 200 con la quale è stata dichiara inammissibile la questione sollevata per genericità dei profili di incostituzionalità denunciati, e la sentenza n. 208 che dichiara inammissibile un ricorso promosso da una Regione nei confronti di una disposizione statale, per errata notifica dell’atto introduttivo del giudizio. Nello stesso periodo sono 13 i giudizi che si sono conclusi con ordinanza: 6 per cessazione della materia del contendere a seguito di successivi interventi di adeguamento da parte dei legislatori regionali, 6 per l’estinzione del giudizio a seguito di rinuncia e, in un caso, per inammissibilità della questione sollevata.

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto


 
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Giurisprudenza Costituzionale
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale pronunce d’interesse per le Regioni ordinarie depositate nel periodo gennaio – febbraio 2012

Nel periodo gennaio – febbraio 2012 sono 10 le sentenze d’interesse per le Regioni a statuto ordinario e rappresentano esattamente un quarto del totale dei provvedimenti depositati nel medesimo periodo dalla Corte costituzionale. Una sola sentenza è conseguente a ricorsi promossi dalle Regioni avverso normativa statale, in particolare nei confronti del c.d. “mille proroghe” del 2010, nel mentre i rimanenti 9 provvedimenti riguardano ricorsi promossi in via principale dal Presidente del Consiglio dei ministri avverso leggi regionali, in particolare delle Regioni Abruzzo e Sardegna, entrambe con 3 sentenze ciascuna,, Calabria con 2 sentenze,Molise 1. Le materie interessate hanno riguardato: l’ambiente, l’ordinamento tributario, la disciplina per l’accesso al pubblico impiego, il commercio e la libera concorrenza, la protezione civile e l’organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali, l’ordine pubblico e sicurezza. Di particolare interessante la sentenza n. 22/2012, con la quale la Corte costituzionale dichiara l’illegittimità di una norma introdotta dal Parlamento in sede di conversione di un decreto-legge, afferente materie di competenza regionale, per violazione dell’art. 77, comma secondo, della Costituzione. La Corte rileva che le leggi di conversione di decreti legge, disciplinate dal citato art. 77, sono caratterizzate da un particolare procedimento di approvazione, diverso da quello previsto per le leggi ordinarie; e non è pertanto consentito al legislatore introdurre, in sede di conversione, disposizioni del tutto estranee al testo del decreto legge da convertire, senza violare le disposizioni costituzionali disciplinanti l’iter formativo delle leggi. Di altrettanto interesse la sentenza n. 20/2012, con la quale la Corte, nel sindacare della legittimità costituzionale di una legge della Regione Abruzzo, chiarisce che l’approvazione dei calendari venatori non può essere demandata alla legge regionale, ma la Regione vi deve provvedere, necessariamente, in via amministrativa, poiché così è stabilito dalla legge quadro statale, n. 157/1992, che disciplina la materia della caccia.

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto


 
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Giurisprudenza Costituzionale
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale Pronunce d’interesse per le Regioni ordinarie depositate nel periodo marzo – aprile 2012

Su un totale di 68 provvedimenti depositati dalla Corte costituzionale nel periodo marzo – aprile 2012, 35 hanno riguardato le Regioni; tra questi 20 sono le sentenze d’interesse per le Regioni a statuto ordinario. Come nel primo bimestre 2012, una sola sentenza è conseguente a ricorsi promossi dalle Regioni (nello specifico Toscana, Puglia, Umbria e Veneto), avverso normativa statale, in particolare nei confronti del c.d. “codice del turismo”, approvato con il decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79. Due casi sono stati deciso a seguito di rimessione in via incidentale da parte dell’autorità giudiziaria, mentre le rimanenti 17 sentenze, sono state pronunciate a seguito di ricorsi promossi in via principale dal Presidente del Consiglio dei ministri avverso leggi regionali, in particolare delle Regioni Toscana, Trentino alto Adige, Basilicata, Campania, Piemonte, Sardegna e, con 2 sentenze ciascuna, Umbria, Puglia, Liguria e Veneto. Sono state invece 3 le sentenze che hanno riguardato la Regione Molise. Le materie interessate dalle pronunce sono state: il sistema tributario statale, la tutela dell’ambiente, la concorrenza, la protezione civile, la tutela della salute, il turismo, il governo del territorio, l’agriturismo, la formazione professionale, il governo del territorio, il rispetto dell’ordinamento comunitario. In ben 5 casi le pronunce della Corte hanno riguardato la violazione delle norme concernenti la disciplina per l’accesso al pubblico impiego. Di particolare interesse la sentenza n. 63/2012, che ha avuto come oggetto di sindacato costituzionale il nuovo Statuto della Regione Molise, in particolare una disposizione che esonera i funzionari dell’amministrazione regionale dal segreto d’ufficio nel caso di audizioni in sede di commissioni consiliari di vigilanza. Sul punto la Corte, richiamando la propria giurisprudenza, ribadisce che seppure non è in discussione l’esclusiva competenza statale in materia penale, alle leggi regionali non è precluso concorrere a definire, secundum lege, elementi costitutivi delle fattispecie tipiche, nell’ambito delle materie residuali o concorrenti di propria competenza. Da segnalare anche la sentenza n. 86/2012, con la quale la Corte ricostruisce il quadro normativo di riferimento in base al quale i vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario si ripercuotono direttamente nell’ordinamento interno e costituiscono parametro di riferimento per il vaglio di legittimità costituzionale, ai sensi del primo comma, dell’articolo 117, della Carta fondamentale.

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto


 
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Enti Locali
Giurisprudenza Costituzionale
Regione
Ricorso della Regione del Veneto avanti la Corte costituzionale in merito ad alcune disposizioni del decreto legge 6 dicembre 2011, n.201



di Daniela Palumbo
Dirigente Di Servizio Presso La Direzione Affari Legislativi Della Regione Veneto.