Venerdì 24 Novembre 2017
RSS RSS Feed
Categoria↓
Editoriali
Materia↓
Altro
Amministrazione
Enti Locali
Federalismo
Regione
La città metropolitana tra proclami normativi e paralisi istituzionali

Dopo aver ripercorso il cammino che ha portato alla genesi dell’istituto della Città metropolitana, nel quadro della normativa comunale e provinciale prima e della sua costituzionalizzazione poi – con il successivo intervento dell’art. 23 della legge 5 maggio 2009, n. 42 – nel suo editoriale Gaetano Trotta illustra dapprima i contenuti dell’articolo 18 del d. l n. 95 del 2012, che introduce una nuova disciplina e ne fissa l’operatività a partire da una data certa. Trotta analizza poi i profili problematici della normativa vigente, la quale ha suscitato non poche polemiche, sfociate in una serie di ricorsi alla Corte Costituzionale da parte di numerose regioni. Nel rilevare la portata innovativa dell’istituto della città metropolitana, assolutamente necessario per una strategica programmazione dello sviluppo economico di aree urbane ad alta intensità abitativa, Trotta conclude che «una declaratoria di incostituzionalità, anche giuridicamente ineccepibile, metterebbe necessariamente la parola fine a un tentativo sacrosanto di modernizzazione del paese in un momento di grande confusione istituzionale».

di Gaetano Trotta
Già Presidente Della IV Sezione Del Consiglio Di Stato.


Categoria↓
Editoriali
Materia↓
Altro
Messaggio di benvenuto del prof. Luca Antonini, direttore scientifico de "il Diritto della Regione"

“Il Diritto della Regione” è una storica rivista della Regione del Veneto, che assume ora un carattere nuovo, multimediale, online, con uno scopo preciso: quello di essere tempestiva rispetto ai grandi temi dell’attualità. “Il Diritto della Regione” vuole diventare un laboratorio dove si sviluppa un pensiero sulle riforme, si lanciano tematiche nuove e si cerca di misurarsi con le sfide che il nostro Paese deve affrontare. Da questo punto di vista, la rivista si avvale di un Comitato scientifico di altissimo livello, che è funzionale a guidare questo dibattito. Un dibattito che parte dal Veneto ma che vuole allargarsi a livello nazionale. L’occasione di questo saluto mi consente di esprimere un sentito ringraziamento per tutto il lavoro svolto nell’ambito della precedente versione de “Il Diritto della Regione” al Prof. Mario Bertolissi, cui personalmente devo molto in termini scientifici e con il quale, sulle riforme e sul resto, è sempre vivo un confronto sincero, amicale e franco, ricco di creatività e di provocazioni nella comune e appassionata ricerca, nel rispetto della propria diversità, di un valore spesso poco considerato: il bene della gente comune.

di Luca Antonini
Direttore Scientifico Della Rivista Giuridica Della Regione Del Veneto "Il Diritto Della Regione", Luca Antonini è Avvocato E Professore Ordinario Di Diritto Costituzionale All’Università Di Padova. Presiede La Commissione Per L'attuazione Del Federalismo Fiscale Ed è Capo Dipartimento Per Le Riforme Costituzionali.


Materia↓
Altro
Editoriale. L’albero storto è ormai quello della finanza statale: sugli enti territoriali “uno sforzo di risanamento non proporzionato all’entità delle loro risorse”.

Questo numero unico 2013 della rivista Il diritto della Regione è principalmente dedicato al modo con cui lo Stato gestisce, ormai da qualche anno, la funzione costituzionale di coordinamento della finanza pubblica. L’occasione per questo approfondimento è offerta dalla pubblicazione del Rapporto Copaff (Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale) sulla distribuzione delle misure di finanza pubblica (visibile in calce all’articolo del prof. Longobardi), che certifica per la prima volta e in modo condiviso tra tutti i livelli di governo, la distribuzione dei tagli delle ultime manovre di finanza pubblica.

di Luca Antonini
Direttore Scientifico Della Rivista Giuridica Della Regione Del Veneto "Il Diritto Della Regione", Luca Antonini è Avvocato E Professore Ordinario Di Diritto Costituzionale All’Università Di Padova. Presiede La Commissione Per L'attuazione Del Federalismo Fiscale Ed è Capo Dipartimento Per Le Riforme Costituzionali.


Categoria↓
Saggi
Materia↓
Altro
Il Gabinetto ed il suo responsabile

“Suscita curiosità, in pieno primo decennio del XXI secolo, l’utilizzo nella Pubblica Amministrazione di una professionalità che ha origini sufficientemente risalenti per approfondirne l’attualità: l’istituto del Gabinetto e del suo responsabile.” Lo scrive Romano Morra, Capo di Gabinetto del Comune di Venezia, il quale in questo breve saggio ci racconta questa importante figura istituzionale, la cui essenza risiede proprio nella “fiduciarietà” della sua funzione. L’avvocato Morra illustra le radici storiche del Capo di Gabinetto, in Italia, in Francia e in Inghilterra, e la sua evoluzione nei secoli, fino ad arrivare ai giorni nostri. Si descrivono le sue funzioni nella realtà italiana, a vari livelli, e nel contesto internazionale, evidenziandone le differenze. In chiusura, la risposta all’interrogativo posto nel titolo è che la figura giuridica del Gabinetto e del suo responsabile costituisce uno snodo fondamentale “tra la machina organizzativa di un ente o organismo e i rappresentanti democratici che sovrintendono la sua politica”. Tenendo bene a mente che il fine dell’Amministrazione è sempre il medesimo: l’interesse del cittadino.

di Romano Morra
Capo Di Gabinetto Del Comune Di Venezia


Categoria↓
Idee e Opinioni
Materia↓
Altro
Benedetto XVI, la giustizia e la democrazia

Commento al discorso del Papa al Bundestag del 22 settembre 2011. “Togli il diritto – e allora che cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?” Questa celebre frase di sant’Agostino viene rilanciata da Benedetto XVI nel suo recente discorso al Parlamento tedesco, per riproporre l’interrogativo fondamentale che percorre la vita delle comunità politiche di ogni tempo: che cosa lega il diritto dello Stato alla giustizia?

di Andrea Pin
Ricercatore Di Diritto Costituzionale E Docente Di Diritto Pubblico Comparato All’Università Di Padova


Categoria↓
Saggi
Materia↓
Altro
Amministrazione
Regione
Semplificazione in materia edilizia: problemi applicativi

Abstract: Il Testo Unico dell’edilizia, Dpr 380/2001, ha subito, nel corso degli anni, varie modifiche. Recentemente i maggiori dibattiti si sono concentrati su norme, estranee al DPR 380/2001, che tuttavia incidono pesantemente sulla disciplina edilizia. Di particolare interesse risulta essere la SCIA (introdotta dalla Legge 122/2010 di conversione del DL 78/2010) che ha reso necessaria, sin dall’inizio, una nota esplicativa del Ministero della semplificazione. Successivamente ulteriori disposizioni sono state dettate dalla Legge 106 del 12 luglio 2011 di conversione del D.L. 70/2011 e dalla Legge 35 del 4 aprile 2012 di conversione del DL 5/2012. Recenti sentenze della Corte Costituzionale hanno respinto i ricorsi presentati da alcune Regioni per conflitto di competenza in materia di governo del territorio. Ulteriori problemi applicativi emergono dal confronto tra la LR 61/1985 e la disciplina statale. Di recente il Legislatore è nuovamente intervenuto sul tema con il c.d. “Decreto del fare”. SOMMARIO: 1. Premessa – 2. Segnalazione certificata di inizio attività e materia edilizia – 3. Rapporto tra disciplina nazionale della SCIA e legislazione regionale – 4. Il caso veneto – 5. La tutela giurisdizionale del terzo - 6. La SCIA nel “Decreto del fare” – 7. Considerazioni critiche conclusive

di Francesca Martini E Monica Tomaello
Funzionari Della Regione Del Veneto In Servizio Presso La Direzione Urbanistica E Paesaggio


Categoria↓
Note
Materia↓
Altro
Giurisprudenza
Legislazione
Nota a sentenza n. 287 del 2012 della Corte Costituzionale. Competenza nella regolamentazione dei tirocini non curriculari

Abstract: La Corte Costituzionale è stata chiamata a pronunciarsi sulla legittimità dell’articolo 11 del decreto-legge n. 138/2011 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo) convertito, con modificazioni, dalla legge n. 148/2011. L’articolo aveva per oggetto la disciplina dei tirocini formativi c.d. extracurriculari.Il giudizio di legittimità è stato promosso, con autonomi ricorsi, dalle Regioni Toscana, Emilia-Romagna, Liguria, Umbria e dalla Sardegna: le cinque Regioni hanno proposto questione di legittimità costituzionale con riguardo agli art. 117, quarto e sesto comma, 118 e 117 della Costituzione, in combinato disposto con l’art. 10 della legge costituzionale 18 ottobre 2001 n. 3 (Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione). La sentenza di incostituzionalità ribadisce l’esclusiva competenza normativa in materia alle Regioni e questa, però, travolge solamente l’articolo 11 del decreto legge 138/2011, senza che tali effetti siano automaticamente estesi a qualsiasi altra norma. I principi generali delineati in materia dall’articolo 18 della legge 196/1997 rimangono vigenti ed hanno una efficacia immediatamente sostitutiva e diretta applicazione laddove manca la normativa regionale.

di Luisa Perich
Responsabile Sportello Del Lavoro Dell'Università Degli Studi Di Trieste


Categoria↓
Note
Materia↓
Altro
Amministrazione
Enti Locali
Federalismo
Le manovre di consolidamento fiscale: note in margine a un documento della Copaff

Su invito della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, la Copaff ha quantificato l’effetto complessivo cumulato sull’indebitamento netto delle misure di finanza pubblica attuate dal 2008 al 2013 . Il documento risale a circa un anno fa, ma mantiene a tutt’oggi un notevole interesse e sarebbe auspicabile un suo aggiornamento. L’analisi della Copaff, svolta con il supporto tecnico della RGS, ha considerato tutti i provvedimenti, inclusi quelli relativi al patto di stabilità interno, destinati a produrre effetti finanziari sulle amministrazioni pubbliche, sia dal lato delle spese sia da quello delle entrate, trascurando solo gli interventi con effetti finanziari di modesta entità (al di sotto di 400 milioni di euro). Nel complesso sono stati presi in esame 20 interventi legislativi. Gli effetti delle misure sono stati disaggregati per i tre sotto-settori delle amministrazioni centrali, delle amministrazioni locali e degli enti di previdenza. Per le amministrazioni locali, si è operata un’ulteriore ripartizione tra Regioni, Province, Comuni, Enti sanitari locali e, a residuo, altri enti compresi nel sotto-settore.

di Ernesto Longobardi
Professore Ordinario Di Scienza Delle Finanze Presso L'Università Di Bari. Membro Del COPAFF.


Categoria↓
Note
Materia↓
Altro
Giurisprudenza Costituzionale
Osservatorio sulla giurisprudenza costituzionale. Pronunce d’interesse per le Regioni ordinarie depositate nel periodo luglio – agosto 2012

Abstract: Nel mese di luglio 2012 le decisioni della Corte costituzionale d’interesse per le Regioni sono state venti. Di queste, una è stata pronunciata per dirimere un conflitto di attribuzioni proposto dalla Provincia autonoma di Trento nei confronti del d.P.R n. 139 del 2010, che regolamenta il procedimento semplificato di autorizzazione paesaggistica per gli interenti di lieve entità. Sono invece otto le decisioni conseguenti a ricorsi promossi dallo Stato nei confronti di disposizioni regionali ed una a seguito di rimessione in via incidentale da parte di un giudice amministrativo. Le rimanenti dieci pronunce hanno sindacato la normativa statale e, in particolare, 4 hanno riguardato disposizioni contenute nel decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78 (Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica), convertito, con modificazioni, in legge 30 luglio 2010, n. 122, 2 sentenze hanno sindacato disposizioni del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98 (Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria), convertito, con modificazioni, in legge 15 luglio 2011, n. 111, mentre le rimanenti 4 sentenze sono state pronunciate con riferimento a disposizioni del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 (Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo), convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148. Le decisioni hanno riguardato le materie concernenti la tutela dell’ambiente (sent. 171), la concorrenza (sent. 200), l’ordinamento civile (sent. 173, 213 e 215), la tutela della salute (sent. 187), il coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario (sent. 173, 198, 211, 212 e 215), il commercio (sent. 183), la protezione civile (sent. 201). Le decisioni pronunciate con riferimento all’art. 81 della Costituzione per il mancato rispetto dell’obbligo di copertura finanziaria delle leggi sono state 3 (sent. 192, 212 e 214), mentre 2 hanno riguardato la competenza statale in tema di livelli essenziali delle prestazioni (LEP). Di interesse la decisione n. 191 che ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, per violazione dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario, di una norma regionale diretta a promuovere i prodotti regionali garantendone l’origine, e la sentenza n. 199 che ha accolto le censure sollevate da alcune Regioni nei confronti di una disposizione statale che, in violazione dell’art. 75 della Costituzione, ha riproposto una nuova disciplina dei servizi pubblici locali di rilevanza economica che riproduce, nella sostanza, analoga disciplina contenuta nell’art. 23-bis del decreto legge n. 112 del 2008, abrogata a seguito di referendum. Nel mese di agosto non risultano depositi di sentenze della Corte costituzionale.

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto


Categoria↓
Saggi
Materia↓
Altro
Amministrazione
Enti Locali
Il potere discrezionale dei Comuni nella pianificazione territoriale dei PAT e PI ed il sindacato del giudice amministrativo nella giurisprudenza 2004-2014

La trattazione delle tematiche relative all’esercizio del potere di pianificazione da parte delle amministrazioni comunali ed in particolare della natura discrezionale del potere in rapporto alla specificità di tale attività e dei limiti del controllo in sede giurisdizionale della legittimità degli atti con i quali l’amministrazione organizza la disciplina del proprio territorio, necessita di una brevissima premessa metodologica, onde riprendere, in termini generali, i concetti di discrezionalità amministrativa, di merito, di discrezionalità tecnica e più in generale degli esatti limiti entro i quali è possibile esperire, nelle diverse ipotesi, il sindacato giurisdizionale.

di Dott.ssa Alessandra Farina
Consigliere T.A.R. Veneto


Categoria↓
Idee e Opinioni
Materia↓
Altro
Amministrazione
Giurisprudenza
Legislazione
Incontri di diritto amministrativo. Seminari formativi realizzati dalla Provincia di Treviso

Tutti gli attori della società italiana (dalle istituzioni agli operatori economici) ritengono da tempo che il rilancio dell’economia ed anche della qualità della vita passi attraverso una radicale modernizzazione della pubblica amministrazione, finalizzata alla riduzione dei costi di gestione della “macchina” e alla sua maggiore produttività in termini di atti e risultati, e tesa anche a ridurre i freni che l’intromissione della pubblica amministrazione stessa nelle attività private produce. Un’ulteriore voce di costo che è stata denunciata e che è presa di mira è quella del fenomeno della corruzione. Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli interventi normativi su tali fronti. Ne sono derivate profonde modificazioni all’assetto di istituti importanti quali la responsabilità del funzionario, i tempi del procedimento, la conferenza di servizi, gli incarichi dirigenziali, incarichi esterni, compatibilità con attività esterne, trasparenza. La massa di norme introdotte soprattutto nell’ultimo periodo impone il riordino del quadro normativo, essenziale per l’operatività di tutte le amministrazioni.

di Redazione


Materia↓
Altro
Amministrazione
Enti Locali
Federalismo
I fabbisogni standard dei comuni

L’esigenza di calcolare i fabbisogni standard di spesa dei comuni nasce concretamente nel 2001 con la modifica del Titolo V della Costituzione. La nuova formulazione dell’articolo 119 prevede infatti che le risorse derivanti da tributi ed entrate proprie, compartecipazioni e trasferimenti perequativi consentano ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e alle Regioni di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite. Ciò che la Costituzione vuole garantire non è, ovviamente, il finanziamento della spesa effettivamente sostenuta dai comuni, e cioè la spesa storica, quanto la spesa “standard” che essi dovrebbero sostenere per fornire ai cittadini i servizi fondamentali. Il superamento del criterio della spesa storica a favore di quella standard, snodo cruciale nel processo di realizzazione del federalismo fiscale, ha trovato concreta attuazione con la legge delega n.42 del 2009 e con il successivo decreto legislativo n. 216 del 2010.

di Dino Rizzi - Michele Zanette
Dino Rizzi: Professore Ordinario Di Scienza Delle Finanze Presso Il Dipartimento Di Economia Dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Michele Zanette: Docente A Contratto Di Politica Economica I (Dipartimento Di Management) E Di Politica Economica II (Dipartimento Di Economia) Presso L’Università Ca’ Foscari Venezia.


Categoria↓
Saggi
Materia↓
Altro
Amministrazione
Enti Locali
Federalismo
I costi standard tra federalismo fiscale, equilibrio istituzionale e sostenibilità della spesa sanitaria

L’introduzione del costo standard nel nostro ordinamento va ricondotta essenzialmente alle normative di inquadramento e di attuazione del federalismo fiscale nello sforzo di riequilibrare la spesa sanitaria, adeguandola a parametri di riferimento per i sistemi sanitari regionali. Il contributo, traendo spunto dall’evoluzione del federalismo fiscale e del concomitante decentramento istituzionale, focalizza dunque l’attenzione sulla nozione di costo standard agganciandola alle prerogative di perseguimento di un equilibrio istituzionale e all’idea stessa di sostenibilità economico-finanziaria del sistemi regionali.

di Salvatore Russo
Docente Presso Il Dipartimento Di Management, Università Ca' Foscari Venezia.


Materia↓
Altro
Per un auto-governo dello spazio metropolitano. Processi di cooperazione territoriale in Italia, Francia e Stati Uniti

L’articolo prende in considerazione il processo di istituzione delle città metropolitane in Italia impostato dalla Legge Delrio, mettendolo a confrontando con altri modelli di governo metropolitano, in particolare in Francia e Stati Uniti. L’assunto da cui parte l’articolo è che la legge Delrio è un’occasione importante per avviare anche nel nostro Paese una politica per le aree urbane che tenga conto sia dell’esigenza di rilanciare la competitività dell’economia, sia della nuova natura dei processi di integrazione territoriale, non più compatibile con i vecchi confini amministrativi. Tuttavia, l’efficacia di tale politica dipende anche dalla capacità di promuovere dal basso la partecipazione attiva delle istituzioni locali e della società civile, tanto più in contesti, come in Veneto, caratterizzati da uno sviluppo di tipo policentrico.

di Giancarlo Coro' (Universita' Ca' Foscari Di Venezia) E Riccardo Dalla Torre (Fondazione Think Tank Nord Est)


Categoria↓
Saggi
Materia↓
Altro
Amministrazione
I Piani d’azione per l’energia sostenibile dei Comuni della Provincia di Venezia

E' ormai condivisa l’idea che i governi centrali da soli non possano risolvere i problemi legati ai cambiamenti climatici e al risparmio energetico senza coinvolgere i livelli di governo locale. I governi locali svolgono un ruolo fondamentale nella mitigazione degli effetti legati al cambiamento climatico. A livello europeo tra gli strumenti di coinvolgimento delle autorità locali nella realizzazione di politiche di mitigazione del cambiamento climatico, il Patto dei Sindaci rappresenta un impegno volontario di grande diffusione, per soddisfare - e superare - l’obiettivo della riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020, attraverso l’aumento dell’efficienza energetica e l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili nei propri territori. Le procedure di adesione sono relativamente facili, ma le implicazioni non sono spesso molto chiare per i Comuni che vi aderiscono e possono condurre i governi locali ad un notevole aumento del carico di lavoro, senza peraltro raggiungere gli obiettivi prefissi. In questo articolo cerchiamo di focalizzare la nostra analisi sui Comuni della Provincia di Venezia coinvolti nell’iniziativa.

di Pierantonio Belcaro - Marco Michieli
Dott. Pierantonio Belcaro: Dirigente Del Settore Sistema Informativo Statistico Della Regione Del Veneto, Coordinatore Della Settimana Europea Dell’energia Sostenibile Promossa Dall’Associazione NordEstSudOvest. Dott. Marco Michieli: Dottore Di Ricerca In Scienza Politica, Si Occupa Di Politiche Europee E Governo Locale, Con Particolare Attenzione Alla Cooperazione Intercomunale.


Categoria↓
Note
Materia↓
Altro
Giurisprudenza Costituzionale
La giurisprudenza della Corte costituzionale nelle materie di interesse delle Regioni; novembre – dicembre 2012

Nell’anno 2012, su un totale di 316 provvedimenti (tra sentenze ed ordinanze), depositati dalla Corte costituzionale, senza considerare quelle che hanno riguardato le Regioni speciali per questioni esclusivamente attinenti ai propri Statuti di autonomia, sono 100 le sentenze d’interesse per le Regioni a statuto ordinario. Nel complesso 59 sono state le decisioni rese dalla Consulta a seguito di ricorsi statali nei confronti di leggi regionali, 32 le decisioni conseguenti a ricorsi promossi dalle Regioni e Province autonome, 9 le pronunce emesse a seguito di rinvio, in via incidentale, da parte di autorità giurisdizionali. Per quanto riguarda il periodo novembre – dicembre 2012 le pronunce che hanno riguardato normativa regionale sono state 14, delle quali 12 a seguito di impugnazioni in via principale da parte dello Stato e 2 in conseguenza di rinvio in via incidentale da parte di giudici amministrativi. Nello stesso periodo sono state invece 8 le decisioni riguardanti normativa statale a seguito di ricorsi promossi da alcune Regioni. Di particolare interesse la sentenza n. 299 del 2012, che ha dichiarato non fondate le censure sollevate da alcune Regioni nei confronti di una disposizione statale che ha eliminato l’obbligo di chiusura domenicale e festiva ed il rispetto degli orari di chiusura e di apertura degli esercizi commerciali, ritenendo prevalente la competenza esclusiva statale in materia di “tutela della concorrenza” anziché quella residuale delle Regioni in materia di “commercio”. Si segnala anche la sentenza n. 311 del 2012, con la quale sono state dichiarate non fondate le questioni di legittimità costituzionale sollevate da alcune Regioni nei confronti delle disposizioni statali che hanno sospeso, sino al 31 dicembre 2014, il sistema di tesoreria unica c.d. “mista”.

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto


Categoria↓
Note
Materia↓
Altro
Giurisprudenza Costituzionale
La giurisprudenza della Corte costituzionale nelle materie di interesse delle Regioni; gennaio – febbraio 2014

Nel primo bimestre del 2014, su un totale di 34 provvedimenti depositati dalla Corte costituzionale, sono 10 le sentenze d’interesse per le Regioni. Due sentenze riguardano ricorsi promossi dalle Regioni e Province autonome avverso normativa statale, in particolare la sentenza n. 22, dell’11 febbraio, nei confronti del decreto legge n. 95 del 2012 che, modificando il decreto legge n. 78 del 2010, è intervenuto in materia di disciplina delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane, e la sentenza n. 28 del 25 febbraio con la quale sono state dichiarate non fondate alcune questioni di legittimità costituzionale sollevate nei confronti del decreto legge n. 83 del 2012 (cosiddetto decreto sviluppo). Solo una sentenza, la n. 13 del 30 gennaio, è stata pronunciata a seguito di ricorso promosso in via incidentale dal TAR della Campania, mentre le restanti 7 decisioni riguardano ricorsi promossi in via principale dal Presidente del Consiglio dei ministri avverso leggi regionali, in particolare delle Regioni Toscana, con 2 sentenze, Friuli-Venezia Giulia, Puglia, Abruzzo, Molise e una legge della Provincia autonoma di Bolzano. Le materie interessate dalle pronunce hanno riguardato: la tutela della concorrenza, l’ordinamento tributario, la formazione professionale, la tutela della salute, l’energia, l’ordinamento civile, le funzioni fondamentali degli enti locali, nonché la violazione lei principi di buon andamento ed efficacia dell’azione amministrativa garantiti dall’art. 97 della Costituzione e la violazione del principio della previa copertura delle leggi di spesa che trova fondamento nell’articolo 81 della Carta fondamentale.

di Gilberto Ferro
Funzionario Dell’Ufficio Legislativo Della Giunta Regionale Del Veneto


Materia↓
Altro
Sentenza Corte Costituzionale n. 50/2015

Le Regioni Lombardia, Veneto, Campania e Puglia, con i ricorsi in epigrafe, hanno proposto varie questioni di legittimità costituzionale della legge 7 aprile 2014, n. 56 Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni) che, complessivamente, investono cinquantotto commi del suo articolo 1.

di Redazione


Materia↓
Altro
Ricorso Regione Veneto Corte Costituzionale Legge n.56/2014

Illegittimità costituzionale dell'art. 1, commi 5, 6, 12, e 16 per violazione degli articoli 3, 5, 114, 117, IV comma e 133, I comma, nonché di quelle degli Enti locali che la Regione può legittimamente prospettare, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione.

di Redazione


Materia↓
Altro
Memoria Aggiuntiva Ricorso Veneto L. n.56/2014

Illegittimità costituzionale dell'art. 1, commi 5, 6, 12, e 16 per violazione degli articoli 3, 5, 114, 117, IV comma e 133, I comma, nonché di quelle degli Enti locali che la Regione può legittimamente prospettare, ai sensi dell’articolo 127 della Costituzione.

di Redazione


Categoria↓
Note
Materia↓
Altro
Amministrazione
Enti Locali
Federalismo
Regione
Osservatorio dei provvedimenti normativi statali d’interesse per la finanza regionale luglio-settembre 2011



di Direzione Risorse Finanziarie Della Regione Veneto